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    Come cambiare la parità di genere nella politica europea?

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    La tenuta della democrazia in Europa richiede un processo di aumento rapido e regolare del numero delle donne in politica, affermano i leader locali del Comitato europeo delle regioni in un dibattito con deputati europei, ONG ed esperti.

    Durante la conferenza “Strategie locali e regionali per colmare il divario di genere in politica: strade intraprese e quali prospettive?”, specialisti europei provenienti da organizzazioni comunitarie, pubbliche e private sono stati invitati a discutere soluzioni concrete come quote rosa o requisiti di parità per raggiungere l’uguaglianza di genere nella rappresentanza politica.

    Contesto attuale e ambizioni future

    La conferenza si è tenuta il 25 ottobre 2023 nell’ambito della Settimana dell’uguaglianza di genere 2023 del Parlamento europeo e ha evidenziato come le donne siano ancora sottorappresentate nelle strutture di governance. 

    La situazione nei governi locali e regionali non è diversa: la percentuale di donne membri e presidenti delle assemblee regionali nell’UE è in media di un terzo (35,3%); e anche a livello locale, le donne sindaci o membri dei consigli locali e comunali nell’UE rappresentano solo un terzo degli eletti (34,5%), secondo l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, che ha pubblicato questa settimana il suo EU Gender Equality Index. Nell’edizione del 2023 si evidenzia come solo il 2% circa della popolazione dell’UE è prossima a vivere in una società basata sulla parità di genere.

    Gli studiosi coinvolti nell’evento preconizzano che l’introduzione di strumenti per aumentare la parità di genere dovrebbe essere vista non solo come un passo ulteriore verso il rispetto dei diritti delle donne, ma anche come garanzia di pari opportunità di partecipazione democratica nella vita politica a tutti i livelli. La conferenza ha citato esempi positivi provenienti da Finlandia, Francia e altri paesi che hanno contribuito a colmare il divario di genere in politica, ma ha anche ribadito la necessità di applicare il gender mainstreaming(concetto che consiste nel valutare per persone di genere diverso le implicazioni di un’azione politica) per una migliore elaborazione delle politiche pubbliche nazionali ed europee. 

    Il ruolo del Comitato delle Regioni

    Nel corso della conferenza, particolarmente forte è stato il posizionamento del Presidente del Comitato europeo delle regioni, Vasco Alves Cordeiro, che ha dichiarato: “L’uguaglianza di genere è fondamentale non solo per affrontare le sfide che le persone si trovano ad affrontare nelle nostre comunità, ma anche per costruire un futuro migliore. Non può esserci una giusta transizione verde e digitale senza una prospettiva di genere, non possono esserci politiche sociali ed economiche giuste senza affrontare le disuguaglianze di genere. Dobbiamo mettere la parità di genere al centro della nostra Unione, a partire dai governi locali e regionali, dove sono ancora troppo poche le donne rappresentate. Il Comitato europeo delle regioni è impegnato a lottare per un’equa rappresentanza e a promuovere l’uguaglianza di genere in tutte le politiche, perché crediamo che non possa esserci altra via da seguire per costruire un’Europa più giusta e più forte.

    Alla conferenza hanno preso la parola anche rappresentanti del Parlamento europeo e della Commissione europea: Evelyn Regner, vicepresidente del Parlamento europeo e membro della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere e Helena Dalli, commissaria europea per l’uguaglianza, hanno sottolineato l’importanza pari rappresentanza delle donne e degli uomini nella vita politica.

    Tanya Hristova, sindaca di Gabrovo e presidente della Commissione per la politica sociale, l’istruzione, l’occupazione, la ricerca e la cultura del Comitato europeo delle regioni, ha dichiarato: “Dobbiamo essere ambiziosi e uniti nei nostri sforzi per attuare una strategia globale per l’equilibrio di genere che permetterà di colmare il divario di genere e consentire alle donne di ottenere il loro meritato ruolo, comprese posizioni di leadership in politica a tutti i livelli. Sono convinta che con leadership e team più diversificati possiamo avere un impatto maggiore e costruire politiche di successo che possiamo condividere a livello locale, regionale, nazionale ed europeo.

    Passi avanti importanti ma la strada della parità rimane lunga

    Altri relatori, tra cui leader politici locali e regionali e rappresentanti della lobby europea delle donne, hanno indicato la direttiva sull’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione approvata lo scorso anno come un esempio di come si può ridurre il divario di genere. Mentre il numero di donne nei consigli di amministrazione è triplicato in 10 anni, nei parlamenti nazionali è solo dell’8%, il che indica che, guardando agli sviluppi nei consigli di amministrazione delle società, è necessaria un’azione mirata nella sfera politica.

    Tra i partecipanti alla conferenza c’erano anche membri del programma per i giovani politici eletti (YEP), creato dal CdR per consentire a un maggior numero di politici locali di conoscere nella pratica l’Unione europea e il suo funzionamento. Il programma è equilibrato dal punto di vista del genereL’Indice sull’uguaglianza di genere 2023 – che misura l’uguaglianza di genere nell’UE in dimensioni quali salute, lavoro, conoscenza, potere, denaro e tempo – pubblicato questa settimana dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, indica che i progressi sull’uguaglianza di genere nell’UE stanno cominciando a dare i loro frutti.  Tuttavia, i progressi non sono uniformi tra gli Stati membri, e solo la Svezia ottiene un punteggio superiore a 80 punti nell’indice.

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