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    Cosa sta succedendo a Gucci?

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    Nella giornata di lunedì i dipendenti romani della storica casa di moda fiorentina hanno messo in atto uno sciopero di quattro ore per protestare contro il trasferimento di una grande fetta dei dipendenti dell’ufficio stile da Roma a Milano. “Da Gucci è di moda il licenziamento”, “Gucci sfila posti di lavoro”, “Gucci taglia, Milano cuce” sono solo alcuni dei cartelli del sit-in sotto all’alla sede in Largo Tassoni.

    La decisione

    La scelta dell’azienda italiana, proprietà del gruppo francese Kering, era stata annunciata ai sindacati ad ottobre. Si tratta nello specifico del trasferimento di 153 dei 219 dipendenti della sede romana entro il mese di marzo 2024. I sindacati sono sul piede di guerra. Nello specifico la CGIL accusa Gucci di aver usato il cambiamento di sede come scusa per tagliare il personale nella Capitale. La rilocazione a Milano servirebbe a unire i diversi team, quello creativo e quello strategico, già in Lombardia, al fine di massimizzarne la sinergia e le interazioni reciproche. Il nucleo creativo di Gucci, dove lavorano designer e sartoria, era stato spostato da Firenze a Roma nel 2009. All’epoca la romana Frida Giannini era la direttrice creativa del brand. Bisogna però ricordare che la sede amministrativa e il polo produttivo rimangono ancora oggi a Firenze, dove nel 1921 è stata fondata l’azienda da Guccio Gucci.

    Gli scioperanti e i rappresentanti dei sindacati accusano dunque Kering e Gucci di aver messo in scena un licenziamento collettivo mascherato. Il problema per i lavoratori romani sta nel fatto che, per mezzo di accordi individuali e non sindacali, non siano state offerte condizioni che permettano loro un trasferimento rapido ed effettivo al Nord entro marzo. Di conseguenza, molti perderanno il posto di lavoro. E dal momento che è stato confermato che le sedi di palazzo Mancini e palazzo Alberini verranno chiuse è, inoltre, assolutamente incerta la sorte dei 66 dipendenti non compresi nel piano di trasferimento.

    La soluzione per chi è in sciopero sarebbe quella di una reale ricollocazione di chi è impossibilitato al trasferimento, che potrebbe essere inserito nell’organico di altri marchi operanti a Roma sotto all’ala della Kering.

    Qual è il futuro dello sciopero?

    La sfilata di gennaio rappresenta un momento abbastanza importante per Gucci perchè il nuovo direttore creativo Sabato De Sarno, che ha sostiuito Alessandro Michele a gennaio 2023, presenta la sua prima collezione autunno-inverno per il brand. Poichè l’intenzione dichiarata è quella di proseguire gli scioperi nel corso dei mesi di dicembre e gennaio, il tutto potrebbe avere un impatto determinante sull’immagine del brand e sulla collezione in uscita durante la prossima Fashion Week. Intanto, l’azienda ha cominciato ad effettuare tagli di personale anche nel suo settore produttivo in Toscana e non diventa quindi difficile immaginare che le proteste possano espandersi al di fuori di Roma.

    A cura di

    Flavia Dominelli

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