Il disegno di legge sui caregiver familiari rappresenta un passaggio rilevante nel percorso di riconoscimento di una figura che svolge un ruolo essenziale nel sistema di welfare italiano. L’attenzione è rivolta al contesto sociodemografico che ha reso centrale l’assistenza familiare e sull’evoluzione del quadro normativo volto a definirne status, diritti e tutele.
Vengono esaminati i principali contenuti del ddl, con particolare riferimento alle misure di sostegno sociale, previdenziale e lavorativo, nonché al rapporto con la normativa vigente in materia di disabilità e assistenza. Vengono messe in luce alcune criticità ancora irrisolte, tra cui l’assenza di una definizione giuridica univoca del caregiver familiare, la disomogeneità territoriale delle tutele e i nodi legati alla sostenibilità degli interventi. In questo quadro, il ddl appare come un tentativo significativo, ma ancora incompleto, di riequilibrare il rapporto tra responsabilità di cura affidate alle famiglie e intervento pubblico.
LA FIGURA DEL CAREGIVER FAMILIARE
Il caregiver familiare è la persona che, senza un rapporto di lavoro formale, si prende cura in modo continuativo di un familiare con disabilità, malattia cronica o non autosufficiente. Si tratta di una figura centrale nella gestione quotidiana dei bisogni assistenziali, che può includere il supporto nelle attività della vita quotidiana (igiene, alimentazione, mobilità), l’assistenza nella gestione di terapie e farmaci, il coordinamento di cure sanitarie e la mediazione con i servizi sociali e sanitari.
Il caregiver familiare rappresenta quindi un punto di connessione tra il nucleo familiare e il sistema pubblico di welfare: da un lato, garantisce la continuità dell’assistenza domestica; dall’altro sostiene l’efficacia degli interventi sanitari e sociali.
Nonostante la rilevanza del suo ruolo, fino ad oggi la figura non ha goduto di una piena definizione giuridica, né di una tutela uniforme in termini di diritti sociali, previdenziali e lavorativi, rendendo urgente il quadro normativo delineato dal disegno di legge in discussione.
IL TESTO DEL DISEGNO DI LEGGE
Il ddl, approvato il 12 gennaio 2026, riconosce finalmente in maniera ufficiale la figura del caregiver familiare, cioè chi assiste quotidianamente un familiare con disabilità o non autosufficiente. Il provvedimento prevede diverse forme di sostegno: un contributo economico per chi convive con la persona assistita e svolge un’assistenza significativa, con importi che possono arrivare a circa 400 euro al mese, e la possibilità di accedere a congedi e permessi retribuiti per chi lavora.
Il ddl introduce inoltre criteri chiari per presentare le domande e stabilisce requisiti reddituali e di intensità dell’assistenza, in modo da mirare il sostegno alle situazioni di maggiore bisogno. Pur rappresentando un passo importante verso il riconoscimento dei diritti dei caregiver, molte associazioni sottolineano che le misure economiche restano limitate e non sufficienti a coprire i bisogni reali delle famiglie.
Il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha commentato: “dopo 10 anni in cui sono naufragate tante proposte di legge, il governo vara una norma per la dignità e il riconoscimento di tante persone”.
Il ddl ha però suscitato critiche, soprattutto da parte delle associazioni per i diritti delle persone con disabilità, che ritengono insufficiente il sostegno previsto. In particolare, si evidenzia la necessità di introdurre una soglia ISEE più alta, considerata troppo bassa per consentire l’accesso al contributo alla maggior parte dei caregiver.
ULTERIORI MISURE PREVISTE DAL DDL
Il ddl prevede che le domande per accedere al sostegno economico siano presentate attraverso una nuova piattaforma online gestita dall’INPS, pensata per semplificare le procedure e garantire trasparenza. Il contributo economico massimo previsto è di circa 400 euro al mese per i caregiver conviventi che assistono la persona non autosufficiente per almeno 91 ore alla settimana, con limiti reddituali basati sull’ISEE familiare.
Oltre al sostegno economico, il testo introduce permessi lavorativi retribuiti per chi svolge attività di cura, con la possibilità di modulare l’orario di lavoro in funzione delle necessità assistenziali, riconoscendo così un equilibrio tra lavoro e responsabilità di cura familiare. La ministra sottolinea come il disegno di legge riconosca un principio centrale “un principio chiave, il riconoscimento di tutti e tutte le caregiver familiari, con tutele differenziate in base all’intensità del carico assistenziale”.
L’articolo 4 istituisce un bonus da riconoscere al caregiver familiare che abbia la dichiarazione ISEE non superiore a 30.000 euro. “L’Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) istituisce specifiche prestazioni di carattere economico e sociale in favore dei soggetti di cui all’articolo 2 che siano conviventi con l’assistito, che non siano lavoratori autonomi né titolari di rapporto di lavoro dipendente o di pensione e con indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) in corso di validità, ordinario o corrente, ai sensi dell’articolo 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore ad euro 30.000”.
MISURE A SOSTEGNO DELLO STUDENTE CAREGIVER
Il ddl prevede tutele specifiche per gli studenti caregiver, cioè coloro che, oltre a seguire un percorso scolastico o universitario, si prendono cura di un familiare non autosufficiente. Tra le principali misure, l’attività di cura può essere riconosciuta come credito formativo nei percorsi scolastici e nei PCTO, mentre agli studenti universitari viene garantito l’esonero dalle tasse per favorire la prosecuzione degli studi nonostante il carico assistenziale.
L’obiettivo è consentire agli studenti di conciliare il diritto allo studio con le responsabilità di cura, evitando che l’impegno familiare diventi un ostacolo insormontabile al percorso formativo. L’articolo 7 del suddetto disegno di legge prevede infatti che “il sistema scolastico e universitario tutela e valorizza la figura dello studente caregiver familiare, ne riconosce il valore sociale e promuove azioni e interventi a suo sostegno all’interno di tali contesti. L’attività di assistenza e cura svolta dallo studente caregiver familiare contribuisce a formare i crediti formativi per attività extrauniversitarie ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270.”
LA CARTA DEI DIRITTI DEL CAREGIVER
La Carta dei Diritti del Caregiver, presentata nel corso del Caregiver Summit 2024, rappresenta un importante passo avanti nel riconoscimento di chi assiste familiari con fragilità. Redatta con il contributo di associazioni e istituzioni, la Carta definisce i principali diritti dei caregiver, tra cui la tutela sul lavoro, il riconoscimento sociale del ruolo, il supporto psicologico e l’accesso a percorsi di formazione specifica.
La misura mira a sensibilizzare le istituzioni sull’importanza di una disciplina giuridica e sociale efficace, promuovendo un equilibrio tra responsabilità di cura, vita personale e professionale, e la tutela della salute mentale di chi svolge questo compito quotidiano.
L’iniziativa, promossa dal Ministro per la Disabilità e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha visto la partecipazione di numerose associazioni, con l’obiettivo di far emergere i bisogni di chi quotidianamente svolge attività di supporto e ne condivide sofferenza e necessità.
La Carta dei Diritti del Caregiver è stata sottoscritta da 19 associazioni, confermando un’ampia condivisione del documento e il valore di questo riconoscimento per chi svolge attività di cura a supporto dei propri cari.
CONCLUSIONI
In situazioni di malattia e fragilità, il caregiver non si limita ad assistere: condivide con il familiare che assiste sia la sofferenza sia le responsabilità della cura, diventando un vero punto di sostegno quotidiano. La salute del proprio familiare influenza profondamente anche quella di chi assiste: lo stress emotivo e psicologico può gravare sulla mente e sul corpo di colui che se ne prende cura, e il silenzio che spesso accompagna questi momenti rende l’esperienza ancora più difficile da affrontare.
Il decreto legislativo rappresenta senz’altro un passo importante perché introduce dopo molto tempo una definizione formale del caregiver, ma non si preoccupa di garantire un sostegno strutturato.
Da un lato, l’approvazione della legge rappresenta un passo atteso da oltre dieci anni, un riconoscimento storico della funzione dei caregiver; dall’altro, resta da verificare quali effetti concreti produrrà sulle condizioni di vita e di lavoro di chi assiste quotidianamente un familiare.
20260037

