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    Il diritto d’autore in Europa

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    Il diritto d’autore, disciplinato dalla Legge n. 633/1941, è una branca del diritto privato che consente agli autori di opere intellettuali di beneficiare ed esercitare una serie di diritti, quali il diritto morale dell’opera (inalienabile) e diritti di carattere economico connessi all’opera.

    Le cosiddette opere intellettuali o di ingegno, possono comprendere opere artistiche, musicali, letterarie, coreografiche o semplici raffigurazioni. I beni oggetto di tutela, pertanto, sono sia di natura materiale che immateriale. Gli autori delle opere godono di una elevata tutela giuridica disposta dall’ordinamento che attribuisce ad essi diritti esclusivi, come il diritto di riproduzione, e diritti di compenso che, invece, garantiscono un guadagno monetario derivante dallo sfruttamento dell’opera. Il diritto d’autore è imprescrittibile, diverso è il diritto all’utilizzo economico connesso all’opera: esso dura per tutta la vita dell’autore e fino a 70 anni dalla la morte dello stesso. Successivamente l’opera diventa di dominio pubblico, potendo, dunque, essere utilizzata da tutti quanti con l’unico limite di rispettare la personalità dell’autore. Il diritto d’autore presuppone che l’opera oggetto di tutela soddisfi alcuni requisiti come quello dell’originalità o novità e della creatività, che insieme rendono l’opera inviolabile. La legge sul diritto d’autore tipizza, inoltre, due fattispecie di violazione: la contraffazione e il plagio. La prima fattispecie di violazione consiste nello sfruttamento dei diritti economici legati all’opera protetta in assenza del consenso dell’autore. La seconda fattispecie di violazione del diritto d’autore è il plagio che consiste nell’appropriazione illecita, totale o parziale, degli elementi dell’opera protetta. 

    Brevi cenni storici

    Attualmente le opere d’ingegno sono registrate e protette in Italia dalla SIAE, un ente pubblico economico nato nel 1882, avente anche il compito di riscuotere, per conto dello stato o di altri enti pubblici, i proventi derivanti dall’utilizzo delle opere intellettuali registrate dall’ente. Nato come un mero diritto economico nel Regno Unito, il diritto d’autore europeo si distingueva dal copyright anglo-americano per il suo potere di protezione dell’opera, riconoscendo all’autore o padre dell’opera un diritto morale imprescrittibile e inviolabile. Il droit d’auteur nacque in Francia nel XVI secolo grazie al pensiero di Locke che riuscì, tramite alcuni filosofi francesi come Blondel, Voltaire e d’Hericourtin a formare una solida base giuridica per la sua crescita. Subito dopo la rivoluzione francese, la proprietà intellettuale trovò terreno fecondo per il suo sviluppo, anche grazie all’abolizione dei privilegi di stampa riservati alla nobiltà. Con la successiva emanazione delle prime Loi relative ai diritti di proprietà degli autori, si attribuì ad essi l’esclusivo diritto di vendere, far vendere o distribuire le proprie opere, cedendo anche parzialmente la proprietà delle stesse. Si legge, infatti, nell’articolo 1 della legge del 1793:”Gli autori di scritti di ogni genere, i compositori di musica, i pittori e i disegnatori che faranno dipingere quadri e disegni, godranno per tutta la loro vita del diritto esclusivo di vendere, far vedere, distribuire le loro opere in tutta la Repubblica”.

    La svolta avvenne nel Code Civil del 1804, quando la commissione voluta da Napoleone codificò la proprietà intellettuale, dando così il via alla sua espansione in quasi tutto il mondo. Il copyright, invece, ebbe un ruolo diverso, poiché esso fu legato ai problemi relativi alla libertà di stampa inglese. Furono Locke e Milton a trattare del copyright intorno alla prima metà del 1600, denunciando il fenomeno della censura preventiva voluta dal Parlamento inglese nel 1643. Locke studiò la disciplina del Copyright, utilizzando per la prima volta il termine propert e individuando quindi una serie di diritti in capo al proprietario dell’opera. Solo negli ultimi 50 anni i due sistemi droit d’auteur e copyright si sono molto avvicinati, in particolar modo dopo l’adesione degli USA alla Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie ed artistiche, promulgata nel 1886 e ancora in vigore. Il sistema anglo-americano, come evidente, si è progressivamente adattato alle leggi dell’Europa continentale.


    Attualmente la proprietà intellettuale in Europa è disciplinata dall’articolo 17 comma 2 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea e più attentamente dalla Direttiva UE 2019/790 con l’obiettivo di armonizzare il quadro normativo europeo del diritto d’autore.

    A cura di

    Saif Jelassi

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