In vista del Consiglio europeo del prossimo 19 e 20 marzo, la premier Giorgia Meloni è intervenuta ieri prima al Senato e poi alla Camera dei deputati per affrontare i principali dossier internazionali, tra cui anzitutto la crisi mediorientale. Alle sue comunicazioni sono seguiti gli interventi delle opposizioni, la replica di Meloni e, infine, il voto sulle risoluzioni.
Meloni: “Non siamo in guerra”
In apertura della sua relazione alle Camere, Meloni ha definito la crisi iniziata lo scorso 28 febbraio “tra le più complesse degli ultimi decenni, che impone di agire con serietà“. In seguito, sottolineando quanto già preannunciato ai microfoni di Rtl 102.5 – “non siamo in guerra e non intendiamo entrarci” – Meloni ha espresso l’auspicio che il delicato contesto internazionale possa essere affrontato “anche con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che banalizzando non aiuta nessuno a ragionare con profondità”.
A detta di Meloni, l’Italia, da tempo impegnata “ad evitare” l’escalation militare “insieme a nazioni come l’Oman e il Qatar”, assume una posizione chiara: l’intervento israelo-statunitense sferrato contro la Repubblica Islamica si colloca “fuori dal perimetro del diritto internazionale“.
Le basi militari statunitensi
Quanto all’uso delle basi militari statunitensi presenti nel territorio italiano, Meloni ha aggiunto: “dipendono da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta spetterebbe sempre al governo” prendere una decisione, anche se quest’ultima – in caso di necessità – sarebbe affidata “al Parlamento”.
Schlein: “Meloni posi la clava”
La segretaria dem Elly Schlein ha commentato l’appello all’unità espresso da Meloni in Parlamento: dal suo punto di vista, quest’ultimo è durato “un paio d’ore”, arrivando a chiederle di “posare la clava perché ha passato più tempo ad attaccare le opposizioni che a parlare delle conseguenze della crisi”.
Schlein ha anche aggiunto: “la premier faccia il suo dovere invece che attaccare le opposizioni. Noi ci siamo, lo abbiamo spiegato ieri, il mio numero ce l’ha, l’ho chiamata diverse volte”.
La replica di Meloni
Questa mattina, in un post sui social, Meloni afferma di dover assolvere “l’obbligo“, per “ristabilire quanto accaduto, di rispondere alle dichiarazioni della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein” relativamente all’appello all’unità rivolto ieri in Aula.
“Il mio è stato un appello al dialogo sincero e pubblico, a fronte del quale l’opposizione ha risposto con accuse, ironie e perfino insulti personali. ‘Serva’, ‘ridicola’, ‘imbarazzante’, ‘pericolo per l’umanità’, ‘persona che striscia per non inciampare’ e molti altri. Questi sono stati i toni utilizzati da esponenti dell’opposizione, che mi sembrano ben lontani da un clima di confronto costruttivo”.
Meloni, che specifica di aver utilizzato “toni rispettosi” durante la sua replica alle opposizioni, alle quali ha “chiesto conto della differenza tra le posizioni che chiedono di assumere a noi, oggi, e quelle che assumevano quando erano all’opposizione”, aggiunge: “nessuna clava, nessuna mancanza di rispetto, nessun insulto”.
“A dimostrazione di quello che dico confermo che il mio invito resta valido. Se l’opposizione ha cambiato idea e intende davvero collaborare nell’interesse dell’Italia, lo dica chiaramente invece di accampare pretesti o condizioni. In questo caso, il governo è pronto ad aprire un tavolo di confronto”.
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