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    La battaglia della Ruhr: Borussia-Schalke

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    Se il fiume Ruhr potesse parlare non basterebbe un semplice articolo per raccogliere tutto ciò che avrebbe da dire. Il corso d’acqua, situato nella Germania settentrionale, ha dato il nome alla regione che esso attraversa.

    La Ruhr, appunto. E di storia, credeteci, ne potrebbe raccontare parecchia.

    Parliamo infatti di una delle regioni più tormentate e ricche di storia d’Europa. Grazie (o a causa?) dei suoi bacini minerari e delle miniere di carbone, la Ruhr è sempre stata un’area contesa nel cuore del Vecchio Continente. Nel 1923, dopo la sconfitta teutonica nella prima guerra mondiale, la regione fu invasa dal Belgio e dalla Francia, salvo poi tornare sotto il controllo tedesco due anni dopo anche grazie alla resistenza passiva dei minatori locali all’invasore. Ma fu il secondo conflitto bellico il vero problema della Ruhr: sottoposta a pesantissimi bombardamenti, la regione (o quel che ne rimaneva) divenne area smilitarizzata sotto il controllo internazionale. Gli Alleati la occuparono per tre anni prima di riconsegnarla ufficialmente alla Germania. La ricchezza di ferro e carbone è sempre stata insomma croce e delizia per la Ruhr.

    La storia industriale e travagliata della regione partorì figli della stessa pasta: gli abitanti della Ruhr si distinguono ancor oggi per il carattere lavorativo, spigoloso, combattente. Ed incredibilmente fiero e orgoglioso. Nella vita e nel calcio.

    E i due figli maggiori e più importanti della regione non potevano che essere proletari e duri a morire. 

    Due figli come le città più importanti della regione, Gelsenkirchen e Dortmund.

    Due figli come le squadre di calcio delle due città, Schalke 04 e Borussia Dortmund.

    Benvenuti nel derby della Ruhr.

    Vittorie e amarezze

    La storia e il palmares dei due figli della Ruhr sono diversi. 

    Lo Schalke 04 nasce nella piccola Gelsenkirchen nel 1904, data che porta fieramente nel suo nome. Il club viene fondato da un gruppo di studenti del liceo e diventa presto la squadra dei Die Knappen, i minatori, poiché molti tifosi e giocatori della compagine lavoravano nelle miniere di carbone di Gelsenkirchen. Per più di 50 anni tutta la Ruhr sostiene lo Schalke; i biancoblù sono vincenti e incredibilmente belli da vedere, e tutta la regione si identifica in loro. Con un stile di gioco originale e divertente, fatto di passaggi veloci, rapidi e di prima, la squadra inizia ad essere soprannominata Die Konigsblauen, ovvero I Blu Reali, un gioco di parole per indicare sia il colore da principi della squadra, sia la somiglianza di gioco con il glorioso Real Madrid.

    Anche il palmares del club giustifica la sua popolarità: 7 titoli nazionali, 5 coppe di Germania, una supercoppa, una coppa di Lega, una coppa Uefa e due coppe intertoto. Ma c’è un piccolo problema: quei 7 scudetti sono stati vinti tutti prima della nascita della Bundesliga, e quindi tutti prima degli anni 60. Più di cinquanta anni di assenza dalle vittorie nel campionato pesano, e non poco. Negli anni gloriosi, lo Schalke rappresentava tutta la Ruhr, senza divisioni o tensioni. In tutte le città della regione si tifava o si simpatizzava per i biancoblù. In tutte. Anche a Dortmund

    Il Borussia nasce nel 1909 sull’idea di alcuni ragazzi della locale parrocchia. Il nuovo club di Dortmund sceglie il nome Borussia, la traduzione latina di “Prussia”. I gialloneri, a differenza dei rivali storici, non hanno inizialmente una storia gloriosa: sconfitte, umiliazioni, ruoli da comprimario. A Dortmund c’è addirittura chi sceglie di tifare Schalke. Ma le cose cambiano quando la squadra di Gelsenkirchen inizia il suo lento declino. Proprio negli anni 60 infatti, lo Schalke abdica dal suo ruolo di rappresentante della Ruhr; il Borussia, d’altro canto, inizia a vincere e ad attirare l’amore dei cittadini di Dortmund e di tutta la regione. I gialloneri vengono identificati come antagonisti principali dello strapotere del Bayern Monaco, con il quale il Borussia dà vita al Der Klassiker, il Clasico di terra teutonica.

    Ma al netto della rivalità con il Munchen, i sostenitori gialloneri non sopportano in primis proprio lo Schalke, la squadra di una città distante appena 30 km dalla loro. Così vicine, così lontane. Questo il palmares della società di Dortmund: 8 titoli nazionali, 4 coppe di Germania, 6 supercoppe, una Champions, una Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale. Come vedete, le due bacheche sono simili e quasi pari a livello di titoli. Ma le tempistiche con cui sono stati ottenuti pesano

    Cani e leoni

    Prima di addentrarci nella rivalità, vi raccontiamo un aneddoto per farvi capire la tensione che circola da sempre tra le due compagini della Ruhr. Nel 1969 andò di scena il derby allo stadio Rote Erde, primo impianto sportivo di Dortmund, con 40.000 supporters gialloneri sugli spalti. Questi, al gol del vantaggio degli odiati rivali, invasero il campo, e le forze dell’ordine risposero liberando i pastori tedeschi a difesa della recinzione. I cani però, nel caos generale, morsero due giocatori dello Schalke, Friedel Rausch e Gerd Neuser, penalizzando ovviamente i biancoblù una volta ripresa la partita, dato che Neuser fu costretto a restare negli spogliatoi.

    Raush anni dopo commentò “Al cane è andata bene, se mi avesse morso davanti anziché dietro, avrebbe perso tutti i denti”. Vi abbiamo accennato della fierezza degli abitanti della Ruhr, giusto? 

    Ma non è tutto. Un anno dopo il presidente dello Schalke, Gunter Seibert, si prese la sua parziale rivincita. Affittò quattro leoni dallo zoo locale (no, non stiamo raccontando una barzelletta) e li dispose al centro del campo prima del calcio d’inizio. Quasi come per dire ai sostenitori gialloneri che stavolta non se la sarebbero cavata con semplici morsi canini.

    Nonostante tutto…amici mai

    Eccoci qui dunque, è il momento di capire il motivo della rivalità. Ebbene, nella Ruhr non troverete spazio per l’odio religioso (come l’Old Firm di Glasgow), o la tensione politica (come Real Madrid-Barcellona), o rivalità sociali (come le nostre Inter-Milan e Roma-Lazio). Niente di tutto questo. 

    Come dicevamo poc’anzi, le due compagini della Ruhr sono tanto distanti quanto vicine. Industriali, proletarie e di umili origini. Ma al tempo stesso ricche, viste i grandi giacimenti minerari della regione. E tremendamente orgogliose. Un sentimento che ha generato e spiega l’odio tra i due club: a muovere la rivalità c’è il desiderio di poter prevalere sull’altra e poter rappresentare degnamente il nome della Ruhr in Germania e nel mondo

    C’è poco altro, in questo derby dei proletari. D’altronde la somiglianza tra i due club la si vede anche nelle rispettive società, sempre rispettose una dell’altra. A volte addirittura amiche, come quando, nel 1974, lo Schalke aiutò economicamente il Borussia ad uscire da una situazione finanziaria maledettamente complicata. Nel 2001 la società giallonera ricambiò addirittura il favore ai rivali. 

    Ma nonostante tutto, amici mai. Per prevalere uno sull’altro i tifosi delle due squadre non hanno mai rinunciato negli anni a scontri verbali e fisici. Sui secondi, poco da dire: scene di guerriglia urbana tristemente simili a quelle che vediamo spesso negli altri derby in giro per il mondo. Per quanto riguarda gli sfottò, la vita è davvero molto facile per i tifosi del Borussia: l’ultimo scudetto tedesco dello Schalke risale al 1958, e i supporters gialloneri lo ricordano ben volentieri ai rivali. Emblematico il caso del 2007, quando lo Schalke perse al fotofinish il titolo contro lo Stoccarda. Nell’ultimo derby stagionale i tifosi del Borussia si presentarono con il simbolo del Meisterschale – lo scudo/trofeo del campionato – e l’enorme striscione recante la scritta “Guardare ma non toccare”. Eloquente no?

    La storia inoltre ha giocato in questi ultimi anni numerosi scherzi alla squadra di Gelsenkirchen. Per ironia della sorte, lo Schalke non è mai riuscito a godersi i suoi successi. Nel 1997 i Blu Reali vinsero la Coppa Uefa ai danni dell’Inter, ma pochi giorni dopo il Borussia batté in finale di Champions la Juventus, laureandosi campione d’Europa. Nel 2001 lo Schalke vinse la coppa nazionale, appena prima però della vittoria dello scudetto da parte del Dortmund. Nel 2011 stessa sorte: coppa ai primi, ma di nuovo campionato ai secondi. Incredibile

    L’ultimo sfottò è recente: pochi anni fa lo Schalke è retrocesso arrivando ultimo in Bundesliga. La notizia la conoscono bene i cittadini di Dortmund, visto che quella notte non si chiuse occhio in città a causa dei fuochi d’artificio dei tifosi del Borussia…

    Una retrocessione che non ha impedito ai tifosi biancoblù di godere per il titolo perso all’ultima giornata della scorsa stagione dai gialloneri contro il Bayern Monaco. Un’unica e piccola rivalsa per i sostenitori dello Schalke in questi ultimi anni.

    Una rivalità genuina dunque, senza nessuna influenza, politica sociale o religiosa che sia. Le due squadre proletarie figlie della Ruhr si odiano per sano campanilismo e voglia di rappresentare, da soli, la regione.

    E a dispetto della cordialità e del rapporto amicale tra le due società, l’astio tra i tifosi gialloneri e quelli biancoblù è fortissimo e ben conosciuto. Nella speranza che, in futuro, si lascino in pace almeno cani e leoni

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