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    Referendum giustizia, prevale il No. Cosa succede adesso?

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    Arrivano i risultati del referendum costituzionale sul tema della giustizia e della magistratura. Il primo dato sorprendente è l’affluenza, circa il 59%, superando di gran lunga le previsioni statistiche che stimavano circa il 50%. 

    Il risultato del referendum, invece, vede una vittoria del “no” ben definita, circa il 54%, nell’estremo più alto della forchetta prospettata dai primi exit poll. Al contrario, il “sì” si attesta circa al 46%, ribaltando le previsioni delle ultime settimane.

    I dati sull’affluenza

    Sorprende il numero di italiani che si sono recati alle urne per esprimere la propria preferenza: le stime erano abbastanza drammatiche, prevedendo un dato sull’affluenza basso. I dati che, invece, ci sono giunti dimostrano che l’affluenza del 22 e 23 marzo è stata sorprendentemente positiva, quasi il 60%, circa 27 milioni di elettori, con picchi nel centro-nord

    Le province con l’affluenza maggiore, infatti, sono Firenze con il 70%, Bologna con il 69,2% e Siena al 67,9%. Per quanto riguarda le Regioni “in vetta” figurano Emilia-Romagna, Toscana e Umbria che superano il 65%; allo stesso modo Lazio, Marche, Liguria, Veneto, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo hanno superato tutte il 60%. 

    Al Sud e nelle isole l’affluenza resta bassa, Sicilia e Calabria su tutte non superano neanche il 50% dell’affluenza. Il dato generale, nonostante alti e bassi, resta comunque positivo e insperato, dimostrando un grande senso civico da parte degli italiani, considerando anche i dati dell’affluenza al voto degli italiani all’estero e degli studenti fuorisede che attraverso il meccanismo dei rappresentanti di lista sono riusciti a votare senza dover tornare nei comuni di residenza.

    Vince il “no” in quasi tutte le regioni

    Nella maggioranza delle regioni italiane prevale il “no”, ben 17 su 20. In Campania si arriva addirittura al 65,5% di preferenze per il “no”, con il record a Napoli che tocca il 75%; in Sicilia si arriva al 61,1% e in Basilicata si supera appena il 60%. Nel resto delle regioni italiane il risultato è stato più in bilico, ma comunque ampiamente schierato per il “no”.

    Solamente in 3 regioni è prevalso il sì”, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, il picco si è registrato in Veneto con il 58,1%, un risultato meno eclatante delle vittorie dello schieramento opposto e una “sconfitta” per il governo. 

    I dati provincia per provincia dimostrano come i favorevoli prevalgono al nord, in Lombardia solo la provincia di Milano si dimostra contraria alla riforma; in Veneto vince il “sì” in tutte le province.

    Nel centro-sud solo le province di Reggio Calabria, Macerata, Fermo, L’Aquila e tutto il Lazio – ad esclusione di Roma – si sono espresse favorevolmente al referendum. Il quadro che ne viene fuori è quello di un’Italia divisa, ma meno di quanto ci si aspettava. 

    Come hanno votato gli elettori del centro-destra?

    La coalizione di governo partiva da un 55% di elettorato ed una stima particolare è proprio quella che analizza i dati sul voto degli elettori del centrodestra fatta da SWG. Un’astensione molto alta per la Lega, ben il 37%, ed un 6% di elettori leghisti che ha scelto di votare “no”. 

    Allo stesso modo, gli elettori di Fratelli d’Italia e Forza Italia registrano un’astensione abbastanza elevata, rispettivamente il 24% e il 32%; aumentano in questo caso i contrari alla riforma, l’8% di entrambe le parti. 

    Gli elettori di Azione, schierato a favore della riforma, ed Italia Viva, che ha lasciato libertà di scelta agli elettori, nelle urne sono risultati invece contrari alla riforma per il 44%; anche in questo caso l’astensione è molto alta, attestandosi al 37%, mentre solamente il 19% ha votato favorevolmente.

    Cosa succede ora nella maggioranza?

    Come già detto più volte dalla premier Meloni, non arriveranno le dimissioni richieste da alcune componenti del campo largo: la premier si impegnerà ad onorare il mandato conferitole nel 2022 fino alla fine, confrontandosi con gli elettori direttamente nelle prossime elezioni del 2027. 

    Ci sono alcuni casi delicati all’interno della coalizione di governo, su tutti il caso Delmastro. Galeazzo Bignami, capogruppo alla camera di Fratelli d’Italia, ai microfoni di La7, ha dichiarato che verranno fatte le valutazioni del caso su quanto abbia influito la vicenda sul voto

    La reazioni di Meloni

    Nel frattempo, la premier sui suoi social ha pubblicato un video commentando i risultati come un’occasione persa per modernizzare l’Italia, ma accettando il giudizio del popolo sovrano. Se la sconfitta intaccherà la maggioranza e in particolare Giorgia Meloni si vedrà nei prossimi giorni. Elly Schlein, intanto, festeggia la vittoria ribadendo in conferenza stampa che batterà la coalizione di centrodestra nelle prossime elezioni.

    20260112

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