Si apre un nuovo fronte della guerra commerciale, a cui, negli ultimi mesi, il presidente Trump ci ha fatto ‘affezionare’. Archiviata la parentesi sulla Groenlandia, le modalità sono pressoché analoghe: in post su Truth, il presidente Trump ha minacciato di imporre tariffe del 100% sulle tutte le esportazioni canadesi negli Stati Uniti nel caso in cui il Paese raggiunga un accordo commerciale con la Cina.
Trump scrive: se “il governatore” Mark Carney “pensa di trasformare il Canada in un ‘porto di scarico’ da cui la Cina può inviare merci e prodotti negli Stati Uniti, si sbaglia di grosso. La Cina divorerà il Canada, lo distruggerà completamente, compreso il suo tessuto sociale, le sue imprese e il suo stile di vita in generale”.
Le parole di Trump seguono le aperture di Carney verso Pechino: durante una visita in Cina, il primo ministro canadese aveva definito Pechino partner “affidabile e prevedibile”.
Carney non ha comunque tardato ad attaccare il “vicino” statunitense: al World Economic Forum di Davos, aveva affermato che “l’egemonia americana” e le “grandi potenze” stanno usando le pressioni economiche come “armi”. “Il vecchio ordine non tornerà ma non dovremmo piangerlo. La nostalgia non è una strategia. Dalla frattura possiamo costruire qualcosa di migliore, più forte e più giusto”.
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