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    Un protagonista dimenticato: lo sport in Italia

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    La disciplina sportiva è spesso vista come materia di poco conto, se non addirittura d’intralcio e di fastidio, in tanti istituti scolastici d’Italia.

    Un pensiero, sbagliato, condiviso da tantissimi studenti in modo esplicito, più nascosto e sottaciuto – ma comunque piuttosto diffuso – tra i professori. Questa triste consuetudine ha portato negli anni conseguenze ben poco gratificanti. Lo sport ha perso estremamente valore nel nostro Paese, con tanti ragazzi che ormai il calcio, il tennis o la pallavolo preferiscono praticarli solo nei giochi, davanti ad un console. Nel virtuale, insomma.

    No, tranquilli. Questo non è il solito pensiero bacchettone e anti-giovanile, anche perché chi scrive è ben lontano dagli -anta. Ecco perché, oltre ad evidenziare le problematiche, proveremo anche a fornire qualche soluzione.

    Sport e Politica: far rinascere le strutture sportive

    La prima soluzione, all’apparenza ovvia ma mai di fatto resa concreta, è affermare con forza l’importanza dello Sport anche all’interno delle Istituzioni. Per carità, meraviglioso l’inserimento della parola “Sport” tra i valori tutelati nella Costituzione; ma in realtà ci stiamo riferendo ad un qualcosa di più. Meno chiacchiere e più fatti dunque: come si può affermare che lo Sport sia un valore fondante del nostro Paese se poi le strutture destinate ad accoglierlo sono fatiscenti, dimesse ed obsolete?

    Dallo stadio di Serie A al campetto di periferia: per invogliare un ragazzo a praticare attività sportiva non si può certo puntare solo sulla sua passione innata. Occorre qualcosa di più. Non promesse, ma fatti. Non si può più aspettare. E no, non si può nemmeno attendere i prossimi Europei di calcio organizzati in Italia per poter procedere a questa modernizzazione.

    Indipendenza

    Una raccomandazione spassionata: che lo Sport sia assolutamente indipendente da ogni forma possibile di ideologizzazione

    Ovvero: si investa nello Sport a prescindere dalla fede politica. Credere nei valori dell’attività sportiva non è né di Destra né di Sinistra. Combattere la sedentarietà e la crescente obesità, dando risalto all’attività fisica e allo Sport, con tutti gli ideali ad esso collegato (la Lealtà, il Rispetto per l’avversario, l’Impegno) non può essere negoziabile.

    E non può avere colore politico.

    Caro giornalismo, non aspettiamo Sinner…

    E infine, tocca anche parlare di giornalismo. Sì perché bisogna migliorare necessariamente anche il modo in cui viene comunicato lo Sport. In Italia la comunicazione sportiva è totalmente soggiogata al calcio. Disciplina meravigliosa (chi scrive è calciofilo convinto), ma che troppo spesso “ruba” spazio ad altrettanto bellissimi tipi di Sport. 

    Il discorso è fin troppo scontato. Con tutte le discipline sullo stesso piano del football (o perlomeno, quasi), ci sarebbe ancor più possibilità di accrescere l’interesse per lo Sport in ogni sua forma. Più interesse si traduce in più richiesta, più richiesta in più (si spera) interventi della Politica, con la modernizzazione delle strutture sportive e con la tutela dell’educazione fisica, di cui abbiamo già parlato.

    Insomma, non aspettiamo che il Sinner di turno trionfi negli Australian Open. Si parli sempre di tennis, a prescindere. Così come di nuoto, di pallavolo, di rugby.

    In primis sui giornali. Anche perché è troppo facile salire sul carrozzone di Jannik a vittorie già ottenute, se poi per anni alla parola “tennis” si pensava solo alla celebre partita tra Fantozzi e Filini.

    Dalla scuola alla politica, passando dunque per la comunicazione e il giornalismo: ridate e ridiamo allo Sport il ruolo da protagonista che merita.

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