Dopo gli attacchi nella serata di lunedì 2 marzo da parte dell’Iran verso la base della RAF di Akrotiri, una delle principali basi del Regno Unito posta a sud dell’isola di Cipro, il governo britannico ha deciso di inviare a supporto e protezione dell’isola una delle punte di diamante della propria marina militare: il cacciatorpediniere di classe Type 45 HMS Dragon.
A ciò viene anche associata la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di deviare la rotta del carrier strike group della portaerei nucleare Charles De Gaulle per ricollocarla nelle acque del Mediterraneo orientale.
Forza difensiva della Royal Navy
Invece di mobilitare un intero carrier strike group, il governo di Londra ha optato per l’invio della HMS Dragon, un moderno e avanzatissimo cacciatorpediniere di classe Type 45.
Questa unità navale, di ultima generazione, trova la sua collocazione principale all’interno della marina inglese e il suo ruolo è quello di pattugliamento e difesa aerea da minacce di diverso tipo. Proprio per questo motivo questi cacciatorpedinieri vengono di solito utilizzati come scorta a portaerei, all’interno dei carrier strike group.
La HMS Dragon ha un dislocamento di circa 8500 tonnellate con una lunghezza di 152,4 metri e può trasportare 235 marinai, inoltre può essere impiegata anche in compiti di sorveglianza, operazioni anti-sommergibile e combattimento in scenari ad alta intensità.
Per adempiere a questi ruoli cruciali l’unità navale dispone di un efficientissimo e avanzato sistema d’arma Sea Viper, associato ad un radar multifunzione SAMPSON posizionato sull’albero principale. Questo sistema è in grado di tracciare simultaneamente bersagli aerei e di guidare missili intercettori ASTER 15 e ASTER 30 volti a neutralizzare le minacce.
Questo garantisce al cacciatorpediniere di essere di vitale importanza nella difesa di obiettivi strategici, soprattutto nel contesto sviluppatosi nel Mediterraneo orientale, nel quale l’Iran ha colpito la base della RAF di Akrotiri con droni kamikaze Shahed 136, al fine di evitare ulteriori danni e minacce alle infrastrutture militari strategiche e al personale britannico.
La risposta Francese
A completare lo scenario nel Mediterraneo orientale, insieme all’intervento inglese e quello americano, che ha deviato la rotta del carrier strike group 12 con la sua ammiraglia USS Gerald R. Ford, si aggiunge la risposta di Parigi, che per fini di sicurezza e deterrenza ha dislocato la portaerei a propulsione nucleare Charles De Gaulle.
L’autonomia di questaportaerei è virtualmente limitata solo ad interventi di manutenzione periodica. Oltre a ciò questa è dotata di un ponte di volo CATOBAR (Catapult Assisted Take-Off But Arrested Recovery) che le permette di lanciare velivoli ad ala fissa come i caccia multiruolo Rafale M, aumentando notevolmente la capacità di proiezione offensiva e di penetrazione in scenari contesi e ad alta intensità come quello del Medio Oriente e del Mediterraneo orientale.
Oltre le capacità offensive, sono di rilievo anche quelle difensive e di deterrenza che questa unità navale può svolgere in teatri particolarmente instabili e densi di minacce, che sono implementate dalla presenza di aerei radar E-2C Hawkeye, che permettono una copertura Over-The-Horizon. La scorta del gruppo navale francese è assicurata dalle fregate di classe FREMM, equipaggiate con la stessa classe di intercettori dei cacciatorpedinieri Type 45 inglesi: missili superficie-aria ASTER30.
Geopolitica dell’asse europeo
La decisione di affiancare il cacciatorpediniere britannico alla portaerei francese genera una “proiezione di potenza combinata” dall’alto potenziale e valore strategico. Da un lato, il Regno Unito lancia un segnale di de-escalation controllata, inviando solamente un’unità navale difensiva, scorporata dal suo carrier strike group, senza però rinunciare al controllo securitario di una zona geografica di vitale dove sono presenti molte installazioni e infrastrutture militari del governo di Sua Maestà.
Dall’altro lato, la presenza della Charles de Gaulle fornisce a Parigi e ai suoi alleati lo strumento per una deterrenza attiva e una reale capacità di rappresaglia immediata qualora le linee rosse venissero oltrepassate.
Le due nazioni europee, operando in strettissima sinergia, dimostrano la capacità operativa di proteggere i cieli contesi, alleggerendo il gravoso onere degli Stati Uniti. Cipro funge così da perno, attorno al quale si sviluppa un coordinamento strutturale tra la Marine Nationale e la Royal Navy che certifica un salto di qualità nell’interoperabilità militare del Vecchio Continente.
Conclusioni
Lo schieramento complementare franco-britannico ridisegna l’impronta bellica occidentale nel Mediterraneo orientale, mettendo in risalto la fondamentale importanza dell’area e la postura adottata dall’asse europeo di spiccata efficienza e prontezza nel supportare le operazioni degli alleati in loco.
Questo risulta in una forte cooperazione strategica, militare e d’intelligence tra gli stati europei, fondamentale nella valutazione della minaccia e di deterrenza operativa. Basterà questo a scoraggiare le fazioni più oltranziste di Tehran dal tentare nuovi lanci contro Akrotiri e contro i partner europei?
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