A circa un anno dalle prossime elezioni politiche, nelle coalizioni c’è già grande fermento, dal “fenomeno Vannacci” alla formazione interna del campo largo.
IL CENTRODESTRA
Forse, per la prima volta da inizio legislatura, la compattezza del centrodestra è messa a dura prova. Il “ciclone Vannacci” si è abbattuto sulla coalizione di Governo e, dopo avergli sottratto ben sei deputati riuscendo a costituire un proprio gruppo parlamentare alla Camera, sta facendo incetta dei suoi elettori.
Dal G7 di Evian, in Francia, la premier Meloni, interpellata sul tema, ha ribadito quello che già aveva detto in Parlamento all’ex deputato di Fratelli d’Italia, ed ora proprio in Futuro Nazionale, Emanuele Pozzolo: “Mi pare che il movimento di Vannacci abbia già dichiarato la sua indisponibilità ad allearsi con il centrodestra, del resto quando si vota cinque volte contro la fiducia al primo governo della storia guidato da una persona di destra non si vuole dare una mano’’, e ha aggiunto “la vera destra non è mai funzionale alla sinistra’’. Insomma, dichiarazioni che non fanno certamente presagire una strada semplice per una eventuale alleanza in vista delle elezioni politiche del 2027.
Inoltre, non è solo Meloni a frenare su Vannacci e Futuro Nazionale: si sono susseguite in questi giorni dichiarazioni simili da parte di alcuni esponenti degli altri partiti della coalizione di governo, da Riccardo Molinari della Lega fino al leader di Forza Italia Antonio Tajani, che ha definito Futuro Nazionale come “la quinta gamba della sinistra”, ma anche Mara Carfagna e Maurizio Lupi di Noi Moderati.
Dal canto suo Vannacci, che lo scorso fine settimana ha tenuto l’assemblea costituente del proprio partito, ha risposto di “risparmiare il fiato’’ perché “Futuro Nazionale nel 2027 ci sarà’’.
I PROBLEMI MAGGIORI LI HA LA LEGA
A subire più di tutti il “ciclone Vannacci” è stato certamente il suo ex partito, la Lega. Poche ore fa è uscito un sondaggio di YouTrend per SkyTG24 che delinea uno storico sorpasso. La Lega infatti, dopo essere stata già superata da Forza Italia e Alleanza Verdi e Sinistra, viene oggi sorpassata – seppur di poco – proprio da Futuro Nazionale, che si attesta al 5,9%, mentre il Carroccio si ferma al 5,8%.
Cosa fare per risalire? Rompicapo difficile da risolvere per il segretario e vicepremier Salvini, che studia le prossime mosse.
Negli ultimi giorni ha lanciato l’idea di una cabina di regia di una quindicina di persone tra governatori, ministri e amministratori locali per accompagnare i prossimi passi della Lega, ma soprattutto, mediante il suo fedelissimo Alessandro Morelli, la sua candidatura a sindaco di Milano.
Le elezioni amministrative a Milano
In questi giorni infatti la Lega ha organizzato i propri gazebo nel capoluogo lombardo, chiedendo ai propri elettori di indicare i principali problemi della città, ma soprattutto chi vorrebbero come candidato sindaco. Per ora, tuttavia, l’ipotesi “Salvini-Milano” non sembra aver trovato il beneplacito degli alleati di centrodestra, con il Presidente del Senato Ignazio La Russa che da tempo spinge per Maurizio Lupi, ma soprattutto la netta chiusura di Forza Italia, che parallelamente pensa anche ad un centro civico con Azione con Carlo Cottarelli Sindaco.
IL CENTROSINISTRA
Ci sono novità anche nel campo largo, con il selfie tra Giuseppe Conte, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, pubblicato da tutti e quattro i leader sui loro profili social. La didascalia del post recita ‘’Al lavoro. Per cambiare l’Italia’’ e dà appuntamento all’8 e al 15 Luglio. È la prima foto ‘’ufficiale’’ dei leader, che sembra dare il via al percorso che poi porterà alla vera e propria alleanza per le politiche del 2027.
Attenzione però a vedere questo scatto come un semplice punto di partenza: manca ancora il programma e, soprattutto, il nome del candidato premier. In realtà, non è neppure ancora ben definito chi sia dentro e chi sia fuori dal campo largo: ha fatto discutere per esempio l’assenza nella foto di Matteo Renzi, il quale ha risposto con un post su Facebook dichiarando che “Casa riformista non fa parte di questo gruppo di sinistra-sinistra’’; “se qualcuno vuole rompere si assumerà la responsabilità di spiegarlo agli elettori’’.
Resta aperta poi la porta per l’assessore romano Alessandro Onorato, che ha da poco lanciato il suo “Progetto civico’’, e per il movimento “Più Uno’’ dell’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini.
UN’INCOGNITA SULLO SFONDO
Insomma, alle elezioni politiche manca sempre meno, e le coalizioni si stanno preparando per una campagna elettorale che si preannuncia rovente.
C’è un’incognita però: la legge elettorale. La maggioranza ha infatti presentato un disegno di legge per una nuova legge elettorale, con assegnazione dei seggi con sistema proporzionale e premio di maggioranza per la coalizione vincente. Il testo definitivo però è ancora tutto da scrivere: le liste dovranno indicare il candidato premier? Ci saranno le preferenze?
Elementi centrali per determinare alleanze e campagna elettorale. Vedremo come finirà.
20260213

