A distanza di sei mesi dalla tregua tra Iran e Israele, a Tehran sembra riaccendersi la tensione.
Nel corso di un’intervista, il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha riferito che la Repubblica Islamica vive ora una “guerra totale” non solo contro “Stati Uniti e Israele”, ma anche “l’Europa”, Paesi che – secondo Pezeshkian – vorrebbero mettere in ginocchio il regime dell’ayatollah Ali Khamenei. “Non vogliono che il nostro Paese si regga sulle proprie gambe”.
Il ripristino delle sanzioni ONU
Falliti i negoziati con Tehran, lo scorso settembre sono entrate in vigore le sanzioni delle Nazioni Unite contro il programma nucleare iraniano, che malgrado i pesanti attacchi statunitensi ed israeliani subiti sembra proliferare tuttora.
Il ripristino delle misure sanzionatorie sopraggiunge a dieci anni esatti dall’accordo sul nucleare, siglato nel 2015 con l’amministrazione Obama.
In una nota congiunta, i ministri degli Esteri di Francia, Regno Unito e Germania avevano sottolineato come tale reintroduzione non comporti necessariamente “la fine della diplomazia”, motivo per cui si esortava Tehran ad “evitare qualsiasi escalation”.
Dal canto suo, l’Iran aveva risposto per mezzo del ministro degli Esteri giudicando l’azione intrapresa ai suoi danni “non solo giuridicamente infondata e ingiustificabile”, ma anche “del tutto inaccettabile“.
La posizione di Pezeshkian
Alla luce di quanto avvenuto, il presidente Pezeshkian ha avvertito che Tehran risponderà con maggiore durezza in caso di nuovi attacchi.
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