Con il passaggio alla fase due del piano di pace per Gaza, si è ufficialmente formato il Board of peace, un comitato internazionale il cui compito è gestire la ricostruzione della Striscia, favorendo al contempo lo sviluppo e la stabilizzazione.
Tra i primi nomi annunciati, spicca il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il genero di Trump, Jared Kushner, e l’ex premier britannico Tony Blair.
Seguono l’ad di Apollo Management Marc Rowan, il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga, il viceconsigliere economico Robert Gabriel, l’immobiliarista israeliano-cipriota Yakir Gabay, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, la coordinatrice Onu per il Medio Oriente Sigrid Kaag, la ministra degli Emirati Arabi per la Cooperazione Internazionale Reem Al-Hashimy, il capo dei servizi segreti egiziani Hassan Rashad e il diplomatico qatariota Ali Al-Thawadi.
L’invito esteso all’argentino Milei
Il presidente statunitense Donald Trump ha formalmente invitato anche l’omologo argentino, Javier Milei, turco, Recep Tayyip Erdogan, ed egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, a prendervi parte.
Tra i passaggi più significativi della missiva di invito, pubblicata da Milei su X, figura quello in cui Trump afferma che “è il momento di trasformare i sogni in realtà“. Milei ha ringraziato Trump per l’attenzione riservata nei suoi confronti, dicendosi onorato di aver ricevuto la proposta.
Il ruolo di Meloni
Negli scorsi giorni, erano circolate alcune voci secondo le quali tra i membri del Board avrebbe dovuto comparire anche la premier Giorgia Meloni. Durante un punto stampa a Tokyo, Meloni ha spiegato di attendere “le decisioni definitive, abbiamo visto che è stato presentato qualche minuto fa il board di livello esecutivo, quindi più operativo. Quello politico manca ancora e su questo aspetterei che ci sia l’ufficialità”.
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