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    Papa Leone XIV e la pace disarmata: una nuova sfida per Donald Trump?

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    A inizio anno, Papa Leone XIV ha introdotto il concetto di “pace disarmata, ribadendolo con forza in diverse occasioni, come durante la recente omelia del Mercoledì delle Ceneri. Si tratta di un principio che il Pontefice ripete costantemente nel tentativo di moderare dinamiche politiche internazionali estremamente tese, segnate da numerosi conflitti che ormai colpiscono anche la sfera europea.

    In contrasto con il Tycoon

    È fondamentale evidenziare le divergenze di pensiero tra il Pontefice e il Presidente degli Stati Uniti. Donald Trump si professa come un “esportatore di pace e democrazia”, ma è convinto di poter raggiungere tale obiettivo attraverso l’uso della forza, sia in modo diretto sia attraverso l’implementazione e l’esportazione massiccia di armamenti. Questa attività entra in netto contrasto con il concetto di pace disarmata.

    Analizzando le politiche di Trump in questi ultimi due anni, possiamo già rilevare una profonda distanza dalla visione del Vaticano. Sebbene Leone XIV riconosca le grandi rotture sul piano internazionale, resta convinto che il cammino verso la pace sia un percorso lungo, il cui primo passo indispensabile è l’abbandono delle armi.

    Secondo il Pontefice, solo rinunciando agli arsenali si può dare spazio a un dialogo autentico. Nella sua visione, le armi non sono strumenti di protezione, ma fattori di ulteriore rottura che impediscono qualsiasi percorso diplomatico.

    Il mercato delle armi

    La politica estera statunitense degli ultimi anni si è fondata sul concetto di deterrenza: il Paese cerca di porsi su un piano di superiorità rispetto agli altri attori del diritto internazionale, esprimendo tale potenza attraverso l’accumulo e la produzione di armi. Per questo motivo, il mercato bellico americano ha registrato una crescita esponenziale.

    Nell’ultimo anno, la spesa militare USA ha superato la cifra record di 1,5 trilioni di dollari, diventando uno dei motori principali del PIL nazionale. L’amministrazione Trump sta cercando di rafforzare ulteriormente questo settore integrando la tecnologia più avanzata: sul territorio statunitense si lavora costantemente per potenziare l’efficacia distruttiva dei nuovi armamenti. 

    Recentemente, la frontiera della ricerca è quella di coniugare l’Intelligenza artificiale con i sistemi d’arma, cercando di massimizzare le prestazioni attraverso algoritmi moderni. Tutto ciò è in netto contrasto con il pensiero di Leone XIV, che crede nel disarmo integrale.

    Secondo la visione del Pontefice, gli investimenti di un Paese dovrebbero essere destinati alla società, ‘in particolare a istruzione, cultura e sanità’, in linea con i principi cattolici della ricerca del Bene Comune. Al contrario, investire nella morte porterebbe solo a un aumento dei conflitti e delle sofferenze per i popoli.

    Mancata partecipazione al Board of Peace

    Il Board of Peace è il nuovo organismo internazionale voluto da Donald Trump all’inizio del 2026 per risolvere le grandi crisi che colpiscono il mondo. Il primo grande obiettivo dell’organo, guidato dagli Stati Uniti, è dare avvio alla ricostruzione di Gaza.

    Tuttavia, il Board of Peace è stato fortemente criticato: si teme che l’obiettivo reale sia favorire interessi privati attraverso il monopolio della ricostruzione. L’organismo è composto dagli alleati più stretti di Washington e da influenti leader del settore privato, un aspetto che alimenta il dibattito etico.

    Nonostante molti leader europei abbiano deciso di aderire, il Vaticano ha scelto l’astensione. Il Segretario di Stato, il Cardinale Parolin, ha spiegato che la Santa Sede si affida totalmente all’ONU, ritenendo che solo quest’ultima istituzione debba gestire le crisi globali. Creare strutture parallele, secondo il Vaticano, indebolirebbe la forza del diritto internazionale. 

    Inoltre, Leone XIV ha sottolineato la differenza tra un “business della ricostruzione” e la pace effettiva: investire nell’edilizia non significa aver risolto un conflitto se rimangono spaccature sociali insanabili. Un tema ripreso anche dal Cardinale Pizzaballa, che ha evidenziato l’ingiustizia di prendere decisioni sulla Palestina senza confrontarsi con le persone che vivono quel territorio, preferendo invece un dialogo ristretto tra alleati e investitori.

    Radici cattoliche in Europa

    Al termine di questa analisi, sorge un dubbio spontaneo sulle radici cattoliche dell’Europa, dato che gran parte dei rappresentanti del Continente ha scelto di aderire al Board of Peace ignorando l’appello del Papa. 

    Un evento ancora più significativo riguarda l’Italia, il Paese che ospita la Santa Sede: la premier Giorgia Meloni ha infatti deciso di partecipare all’organismo, seppur con lo status di osservatore. Tale scelta divergente solleva una domanda cruciale: questo evento rappresenta il primo vero cedimento dei valori cristiani europei dinanzi alle logiche del colonialismo economico americano?

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