Mentre Donald Trump continua ad insistere sull’acquisizione della Groenlandia, il segretario statunitense al Tesoro, Scott Bessent, avverte: la sfida per il controllo dell’Artico, lanciata dall’amministrazione Trump, è reale. Ad oggi, l’ago della bilancia sembra propendere più per Washington, che secondo Bessent, con l’imposizione di dazi contro 8 Paesi, mostra “forza”.
Dal canto suo, l’Europa tenta di non indietreggiare, lasciando così “scoperto” un fulcro potenzialmente decisivo. In un post su X, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha quindi ribadito l’impegno profuso in favore della Groenlandia.
Ha poi aggiunto che l’Unione sta lavorando “ad un pacchetto per supportare la sicurezza dell’Artico”, al cui fulcro deve esserci un “principio fondamentale”: “spetta al popolo sovrano decidere il proprio futuro”.
Il popolo locale
Dopo le proteste avvenute negli scorsi giorni a Copenaghen, in Danimarca, e a Nuuk, capitale della Groenlandia, parlando con la CNN, Kuno Fencker, politico groenlandese, ha spiegato che, in caso di attacco, la Groenlandia sarebbe pronta a reagire per difendere il proprio territorio e i propri diritti.
L’intervento del presidente Macron
Dopo la pubblicazione di alcuni passaggi dello scambio privato tra il presidente francese Emmanule Macron e il presidente statunitense Donald Trump, intervenendo al World Economic Forum, Macron esprime preoccupazione per lo scenario attuale e per le mire espansionistiche del presidente Trump. In un mondo in cui il diritto internazionale viene calpestato, prosegue Macron, “l’unica legge che sembra contare è quello del più forte”.
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