Dopo i recenti fatti di cronaca accaduti a La Spezia, dove nella mattina di venerdì 16 gennaio uno studente 19enne è stato accoltellato da un suo coetaneo all’interno dell’Istituto professionale “Einaudi-Chiodo”, il vicepremier Matteo Salvini ha voluto inoltrare un messaggio netto: “se uno esce da casa con una lama di 20 cm in tasca da portare in classe vuol dire che non è il benvenuto in questo paese”.
“Noi vogliamo ospitare chi porta un modo di vivere compatibile con i nostri valori” […] quando eravamo noi alle superiori se si litigava per una ragazza c’era al massimo qualche spintone o uno schiaffo”.
A proposito del decreto sicurezza, Salvini aggiunge: “è previsto che tutti i minori non accompagnati che sono a carico del contribuente italiano se commettono un reato smettono di essere assistiti e smettono di essere mantenuti dagli italiani”.
Sull’episodio avvenuto a La Spezia è intervenuto anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “Ci dobbiamo interrogare come sia possibile che dei ragazzi a scuola regolino i propri conti attraverso l’utilizzo di coltelli portandoseli da casa. Noi pensiamo che ci debba essere qualcosa che vada oltre i sistemi di sicurezza, i sistemi di prevenzione tradizionali, qualche cosa che riguardi anche la cultura, l’educazione di questi ragazzi. E anche un po’ la sollecitazione del senso di responsabilità. Con il provvedimento che abbiamo messo in campo qualche cosa di questo c’è”.
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