Raggiunto dal New York Times, il presidente Donald Trump ha chiarito che il controllo degli Stati Uniti del Venezuela potrebbe protrarsi per anni, sottolineando che “solo il tempo” potrà definire con certezza tale orizzonte temporale.
Interpellato sulla possibile durata dell’intervento statunitense nel Paese sudamericano — tre mesi, sei mesi, un anno o oltre — il presidente americano ha risposto: “direi molto più a lungo“.
L’obiettivo sotteso sembra essere chiaro e, non da ultimo, allineato con quanto dichiarato finora: “ricostruiremo il Paese in modo molto conveniente“.
Il coinvolgimento a lungo termine
Sabato scorso, durante la conferenza stampa convocata nella residenza di Mar-a-Lago, in Florida, per chiarire i dettagli dell’attacco statunitense su Caracas, Trump aveva già anticipato un coinvolgimento statunitense nella politica interna venezuelana nel medio-lungo periodo, una prospettiva che – ad oggi – diventa a tutti gli effetti realtà.
Dunque, come detto, Washington gestirà il Venezuela “fino a che si potrà avere una transizione sicura e legale”.
Il petrolio
Il raggio d’azione si amplia ulteriormente: secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, inoltre, il presidente Trump e i suoi consiglieri starebbero lavorando a un’iniziativa di ampia portata per esercitare un’influenza duratura sull’industria petrolifera venezuelana.
A conferma di quest’ultimo punto, basti pensare che Caracas ha ufficialmente avviato un negoziato con gli Stati Uniti sulla fornitura di petrolio. Secondo un comunicato della compagnia statale Pdvsa, si tratterebbe di una transizione commerciale volta al rispetto “dei principi di legalità, trasparenza e reciproco vantaggio”.
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