Dopo la cattura del presidente venezuelano Maduro, la Corte suprema del Paese sudamericano ha ordinato a Delcy Rodríguez di assumere la presidenza ad interim. Il ministero della Difesa, rappresentato da Vladimir Padrino Lopez, si è impegnato al riconoscimento della designazione di Rodríguez e, nel tentativo di garantire la “continuità democratica”, ha chiesto la ripresa delle attività istituzionali.
Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio si è invece opposto alla decisione della Corte venezuelana, ritenendo che Rodríguez non sia la “presidente legittima del Venezuela“. Rubio ha altresì colto l’occasione per sottolineare che Washington non è al momento in guerra contro il Venezuela.
Gli Stati Uniti, dunque, impegnandosi a gestire la politica interna venezuelana in attesa di una piena transizione democratica, lasciano così intendere che la legittimità di un governo locale possa passare soltanto per un’elezione libera e legale.
Il destino di Maduro
Dopo la cattura, il deposto presidente Maduro è atterrato insieme alla moglie a New York, nella base della Guardia Nazionale Steward. Accolto da agenti dell’FBI, Maduro è stato fatto scendere in manette dall’aereo e successivamente scortato nel Metropolitan Detention Center, a Brooklyn, in attesa del processo per narcoterrorismo.
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