Armando Siri, ex Sottosegretario della Lega, nonché promotore della Flat Tax, ospite della sesta puntata de L’Aperitivo, il podcast di Politica e La Giovane Roma, un’occasione conviviale con cui ripercorrere vissuti personali e commentare le sfide geopolitiche attuali.
Gli esordi
Siri ricorda come la sua passione politica sia nata in adolescenza, leggendo la Costituzione. I suoi primi passi li muove nel Partito Socialista Italiano (PSI), allora guidato da Bettino Craxi, una figura che descrive come “un gigante” capace di scardinare le logiche politiche tradizionali. Siri condivide anche un ricordo intimo del leader socialista ad Hammamet, in Tunisia.
Dopo aver fondato nel 2011 il PIN (Partito Italia Nuova), Siri approda nella Lega, trovando nel partito guidato da Matteo Salvini il terreno ideale per proseguire la sua mobilitazione politica.
La Flat tax
L’apice della sua carriera politica coincide con l’introduzione della Flat Tax al 5% per le giovani partite IVA, una misura che a suo dire ha cambiato la vita a quasi 4 milioni di professionisti. Secondo Siri, l’obiettivo a lungo termine resta una flat tax generalizzata basata sul reddito familiare.
Tra i momenti più difficili, Siri cita invece l’avviso di garanzia, ricevuto nel 2019 per un inchiesta della Procura di Roma, un momento in cui ha sentito sulla pelle “quanto la politica possa essere cattiva e spietata“.
La Lega e il giudizio su Vannacci
Analizzando il calo di consensi subito dalla Lega negli ultimi anni, Siri individua due errori principali: l’ambiguità comunicativa durante la pandemia di Covid-19 sul tema del Green Pass e dei vaccini e l’ingresso nel governo Draghi.
Su Matteo Salvini, esprime un giudizio netto: a suo dire, il difetto sta nell’essere “troppo buono e poco assertivo“; parallelamente, il suo pregio è una “straordinaria umanità” e la lealtà dimostrata nei momenti difficili. Siri prende nettamente le distanze dall’ex compagno di partito Roberto Vannacci, affermando che i suoi toni e contenuti sono lontanissimi dalla sua sensibilità.
Infrastrutture e geopolitica
Siri difende l’opera simbolo del Ministero guidato da Salvini, il Ponte sullo Stretto di Messina. Rispondendo alle domande del pubblico in sala, Siri chiarisce che il ponte non è un’opera a sé stante, ma l’elemento trainante per sbloccare tutte le altre infrastrutture tuttora mancati al Sud.
Sullo scenario internazionale, Siri esprime forte preoccupazione per la crisi energetica e propone di riaprire un canale diplomatico con la Russia per riottenere il gas.
L’incontro si conclude con la presentazione del suo ultimo libro, “Vocabolario dei tempi nuovi”, un piccolo volume volto a riscoprire il significato autentico delle parole per ricostruire le basi del patto sociale, partendo dalla scuola e dalla famiglia.
La puntata integrale è disponibile su Spotify e YouTube.
20260188

