Secondo il Presidente del Senato Ignazio La Russa, la norma sul fine vita è “essenziale”, “non foss’altro perché è eticamente giusta, se entro i canoni di un’accettabilità”.
“Sta avvenendo, come l’Emilia-Romagna dimostra, che potremmo avere leggi di fine vita a macchia di leopardo e questo sarebbe peggio dell’assenza di una legge di fine vita. Non siamo gli Stati Uniti d’America, dove gli Stati legiferano autonomamente su tante materie. C’è una volontà di trovare un’intesa, spero che maggioranza e opposizione capiscano che sia necessaria tagliare le posizioni più radicale e trovino un’intesa che gli italiani aspettano”.
Sulla stessa linea anche Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, secondo cui se l’Italia “vuole darsi un profilo di civiltà e uscire da un’ipocrisia che è vergognosa”, deve dotarsi di una legge in materia. Zaia sottolinea come il concetto del fine vita esista “dal 2019 e in virtù di una sentenza della Corte che dice che un paziente terminale che ha quattro caratteristiche, diagnosi infausta, grave sofferenza fisica e psichica, mantenuto in vita da supporti vitali e libero di intendere e volere, può chiedere in totale libertà di gestire il suo fine vita alla Usl di appartenenza”.
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