Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha commentato gli scontri che, nella serata di ieri, hanno accompagnato il derby tra Torino e Juventus, costringendo ad un posticipo del fischio d’inizio. Secondo Abodi, “quella di ieri non è una pagina di sport, ma sono delinquenti che non hanno nulla a che fare con il calcio. Abbiamo bisogno di buoni esempi e la cronaca nazionale offre scenari raccapriccianti. C’è mancanza di rispetto assoluto e mancanza di rispetto per la vita”.
“Qui si confrontano dei delinquenti che non hanno nulla a che fare con il calcio, le persone normali e perbene si trovano nel loro stadio e fanno il loro tifo. I delinquenti si scontrano fuori dallo stadio e aggrediscono le forze dell’ordine, per noi questo è inconciliabile con lo sport”.
“Il 22 giugno ci sarà un presidente della Federcalcio. Chiunque sarà, comunque sarà un interlocutore con il quale lavorare per migliorare, come abbiamo cercato di fare fino ad oggi, nella speranza che quello che non si è riusciti a fare in tanti e tanti anni si possa produrre il giorno dopo le elezioni o comunque nei giorni successivi, perché il calcio ne ha bisogno. E non soltanto perché abbiamo bisogno di recuperare competitività, ma perché abbiamo bisogno di recuperare reputazione e credibilità, che il calcio oggettivamente ha perso negli ultimi anni”.
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