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    VIA LIBERA AL PIANO CASA: IL GOVERNO PUNTA SULL’EDILIZIA SOCIALE E INTERVIENE SUGLI SGOMBERI

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    Ieri pomeriggio il Consiglio dei ministri ha varato un decreto legge, accompagnato da un nuovo disegno di legge urgente sugli sgomberi, che il Governo ha rinominato “Piano casa”

    A presentarlo in conferenza stampa davanti ai giornalisti la Premier Meloni, accompagnata dai ministri Salvini e Foti.

    Rispondere alla crisi abitativa era già stato definito dal Governo come una priorità, come aveva annunciato la stessa Presidente del Consiglio al Meeting di Rimini, lo scorso 27 Agosto, che proprio in quella occasione aveva espresso l’intenzione di varare il piano.

    Il piano casa è una misura complessiva da 10 miliardi di euro e mira, ha detto Meloni, ad un duplice obiettivo: “da una parte recuperare il patrimonio esistente di edilizia residenziale pubblica, dall’altro aprire la strada a un vasto piano di nuove costruzioni e riqualificazioni che coinvolga sia risorse pubbliche sia investimenti privati”.

    Obiettivo finale è rendere disponibili 100 mila alloggi, tra popolari e a prezzi calmierati, nei prossimi 10 anni, soprattutto a favore della cosiddetta “zona grigia”, cioè quella fascia di persone con un reddito troppo alto per poter accedere alle strutture di edilizia popolare ma comunque troppo basso per potersi permettere di acquistare una casa o accendere un mutuo, in particolare nelle grandi città.

    IL CONTENUTO

    Il decreto si basa sostanzialmente su tre pilastri.

    Il primo consiste nel recupero degli alloggi popolari ad oggi non agibili o degradati, che non possono dunque essere assegnati. Stiamo parlando di circa 60 mila abitazioni, alle quali sono destinati 1,7 miliardi di euro, più altri 4,8 miliardi che verranno assegnati ai Comuni per la rigenerazione urbana, a seguito di un confronto tra il Governo e l’ANCI.

    Il secondo pilastro è costituito dagli investimenti sull’housing sociale

    Sono previsti stanziamenti per 3,6 miliardi gestiti da Invimit S.p.A. – la società per investimenti immobiliari interamente controllata dal Ministero dell’Economia – volti a creare nuovi alloggi a canone calmierato.

    Infine, il terzo pilastro del piano prevede un massiccio coinvolgimento dei privati, con semplificazioni burocratiche per chi vuole costruire: procedure più veloci e nomina di un commissario straordinario in grado di rilasciare un provvedimento unico di autorizzazione per gli investimenti superiori ad un miliardo di euro. 

    In cambio, però, il privato dovrà destinare almeno il 70% degli alloggi all’edilizia convenzionata, con prezzi di vendita o affitto inferiori al minimo del 33% rispetto al prezzo di mercato.

    Dimezzati inoltre gli oneri notarili su compravendite, mutui e locazioni.

    IL DDL SGOMBERI

    Sempre nell’ottica di aumentare l’offerta di alloggi sul mercato, il governo ha approvato il disegno di legge sgomberi, che dovrà essere approvato dal Parlamento nei prossimi mesi. 

    Il DDL mira a liberare gli immobili occupati abusivamente e a restituirli ai legittimi proprietari; tra le novità il taglio dei tempi per le esecuzioni e l’introduzione di una procedura accelerata per ottenere il titolo esecutivo.

    LE ALTRE MISURE

    Tra le altre misure del piano casa si segnalano due fondi

    È stato rifinanziato il Fondo di garanzia per la prima casa, con 670 milioni di euro fino al 2027, che è stato riportato alla sua funzione originaria: è prevista infatti una garanzia statale fino al 90% per famiglie numerose, giovani fino a 36 anni, giovani coppie e nuclei monoparentali.

    Inoltre il ministro Salvini ha annunciato anche un fondo da 60 milioni di euro destinato ai genitori separati che garantirà un contributo mensile tra i 400 e i 500 euro per un anno a chi, dopo la separazione, continua a pagare il mutuo o l’affitto mentre l’ex coniuge resta nell’immobile.

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