Chi sperava di conquistare i Comuni, facendo leva sulle battaglie nazionali, ha sbagliato strategia. I risultati hanno dimostrato che contano i candidati forti, non piazzati dall’alto e a fine carriera. Contano i programmi concreti e puntuali, dalla realizzazione del marciapiede al ripensamento della viabilità.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, l’affluenza definitiva alle Comunali è del 60,1%, quasi 5 punti in meno rispetto alla precedente tornata. Si tratta dell’ultimo grande appuntamento elettorale prima delle politiche del 2027.
Non possiamo parlare di queste comunali come un test nazionale, ma possiamo dire che i risultati delle urne ci consegnano comunque un’indicazione politica chiara: in Italia ci sono due coalizioni competitive. Inoltre, il dato più evidente è che il centrodestra non è in caduta libera.
LA FOTOGRAFIA DELL’ESITO DEI CAPOLUOGHI
A Messina la vittoria è stata stabilita nel pomeriggio di ieri, così come a Prato.
Federico Basile di “Sud chiama Nord” e candidato di centro, è stato riconfermato sindaco. È riuscito a superare il candidato del centrodestra Marcello Scurria e la sfidante del centrosinistra con M5s e Controcorrente Antonella Russo. A Prato, Matteo Biffoni, invece, è di nuovo sindaco della città toscana, che aveva già guidato dal 2014 al 2024. Dietro di lui è arrivato lo sfidante del centrodestra Gianluca Banchelli. Giovanni Capecchi alla guida del campo largo, riporta Pistoia al centrosinistra, imponendosi sulla sfidante di centrodestra Anna Maria Celesti.
Anche Mantova resta del centrosinistra con Andrea Murari. Così come Enna, dove l’ex senatore Crisafullo si è imposto sull’avversario De Rose. A Reggio Calabria, invece, arriva l’affermazione di Forza Italia con Francesco Cannizzaro. Dopo 12 anni, la città torna al centrodestra, con una vittoria netta sia sul candidato del centrosinistra, il sindaco uscente Domenico Battaglia, che sul civico Eduardo Lamberti Castronuovo.
Il civico Alberto Maria Scarfini, assessore uscente, è il nuovo sindaco di Fermo. È riuscito ad affermarsi al primo turno sconfiggendo la candidata del centrosinistra, Angelica Malvatani, quello del centrodestra, Leonardo Tosoni, e l’altro civico ex primo cittadino Saturnino Di Ruscio.
Fa il bis anche Voce, rieletto sindaco di Crotone alla guida di una coalizione formata da partiti di centrodestra e liste civiche. Anche Macerata ha riconfermato Parcaroli, nonostante il suo avversario Tittarellli fosse quotato e stimato da PD, M5S e AVS.
LE SORPRESE: SALERNO
Ma le vere sorprese sono due: Salerno e Venezia.
A Salerno il nome è uno solo: De Luca. Nessun ballottaggio, nessuna vera contesa politica. Vincenzo De Luca torna a imporsi nella città dove era già stato sindaco tra il 1993 e il 2015. A grande distanza i principali due sfidanti, con Franco Massimo Lanocita (M5s-Avs) al secondo posto e il candidato del centrodestra Gherardo Maria Marenghi al terzo. Vincenzo De Luca vince fuori dal PD, con un’affluenza al 63% e un trionfo che appariva già annunciato.
A Venezia
L’altra grande sorpresa è avvenuta a Venezia. La laguna conta come un Ministero, e da oggi ad amministrarla sarà Simone Venturini: giovane e preparato, che si definisce il “ragazzo di Marghera che ha fatto gavetta”. È anche una vittoria personale di Venturini, considerando che la sua lista è risultata la più votata della coalizione.
Martella dichiara: “dalle sconfitte bisogna riflettere”. Nemmeno la coalizione ampia è servita alla conquista della città lagunare. Non sono serviti i volantini in bengalese, né il caso Buttafuoco e Venezi per cambiare rotta a Venezia. Grande l’investimento di Schlein e Conte che volevano lanciare un segnale forte alla destra meloniana. Segnale che, tuttavia, sembra essere rinviato alle politiche del 2027.
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