Il vicepremier Matteo Salvini ha fatto visita al carcere milanese di Bollate per incontrare Mario Roggero. Insieme a Salvini, i deputati leghisti Fabrizio Cecchetti e Luca Toccalini, coordinatore della Lega Giovani. Presente fuori dal penitenziario una delegazione della Lega Giovani, che ha esposto alcuni cartelli e uno striscione con scritto “Grazia per Mario Roggero”.
Dopo oltre un’ora di colloquio, Matteo Salvini è uscito per commentare l’incontro con Roggero: “Sta bene. E ci tiene a farlo sapere: dorme, mangia, studia, legge. Abbiamo parlato di tutto, di cosa succede ora e cosa può succedere nel futuro: può rimettersi in gioco. Ritiene, a mio avviso giustamente, essere vittima di un’ingiusta aggressione. È sereno ma ritiene di aver subito un’ingiustizia”.
In riferimento alla concessione della grazia, ha aggiunto: “Noi non facciamo pressione su nessuno, non ci sono attacchi nei confronti di nessuno. La moglie ha chiesto la grazia e ha fatto bene: sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente, nei tempi e nei modi che vorrà, dal presidente della Repubblica, che è l’unico che può decidere modi, tempi e contenuti”.
Rispetto all’eventuale candidatura, ipotesi preannunciata da alcune fonti del Carroccio nella giornata di ieri, ha detto: “Come Lega stiamo esaminando tutti i profili legali e se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono, io sarei orgoglioso di poterlo candidare. Stiamo approfondendo tutti i profili giuridici del caso”.
Annunciata infine l’intenzione di estendere il concetto di legittima difesa: “Abbiamo approvato una legge sulla legittima difesa che ha evitato questa sofferenza, processo e carcere, a tanti italiani. I giudici hanno ritenuto che si parlasse di altro e lavoreremo per estendere ancora di più il concetto e il perimetro della legittima difesa”.
“Poi ci sono tanti modi di scontare una pena. A 72 anni dopo una vita di fatica, di sudore, di affetti e di amore, sicuramente non penso che passerà anni chiuso in un istituto carcerario e per questo ci impegneremo al massimo”.
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