L’avvocata Barbara Spinelli, che assisteva Abderrahim Fakir – il 43enne di origine marocchina deceduto ieri a Bologna durante un intervento della Polizia – in un procedimento per la riconferma del permesso di soggiorno, ricorda il suo assistito come una persona “estremamente gentile, educata, rispettosa”, un lavoratore “che si preoccupava della sua azienda e dei suoi dipendenti”.
“Lui era già perfettamente in regola […] Viveva regolarmente in Italia fin da bambino”. Spinelli aggiunge però che, negli ultimi mesi, Fakir aveva iniziato a manifestare “una paura immotivativa di essere mandato via dall’Italia”.
Nel frattempo, gli accertamenti che la Procura di Bologna ha avviato sulla sua morte terranno conto “dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sinora diffuso in rete) e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario”.
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