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    il contratto: definizione e i suoi elementi

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    PRIMA PARTE

    DEFINZIONE DEL CONTRATTO E LE FONTI

    Tutti gli abitanti del mondo, ogni giorno, acquistano, vendono o permutano un bene concludendo, difatti, un contratto anche senza rendersene conto. Secondo la definizione contenuta nell’articolo 1321 del codice civile, il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare, estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. Data la definizione si desume, pertanto, che il contratto presuppone la presenza di almeno due o più persone che costituiscono, regolano o estinguono un rapporto giuridico patrimoniale nella massima libertà senza alcuna costrizione. il principio desunto, ossia quello di autonomia contrattuale nato nel Code Napoleon del 1804 e codificato nell’articolo 1322 del codice civile, è alla base di qualsiasi contratto stipulato dalle parti. Per definizione i soggetti di un contratto sono almeno due, non sono ammessi dalla legge contratti unilaterali (da non confondere con gli atti unilaterali ciò dichiarazioni di volontà di un solo soggetto che generano effetti giuridici). Analizzando bene l’articolo 1321, si può evidenziare che la funzione di un contratto è quella di costituire, modificare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale ossia rapporti giuridici che hanno per oggetto beni o rapporti economicamente valutabili, non è pertanto un contratto il matrimonio poiché l’accordo in questione è di natura affettivo, pur avendo esso aspetti patrimoniali.  

    ELEMENTI DEL CONTRATTO (ESSENZIALI)

    perché un contratto sia valido è obbligatoria la presenza di alcuni elementi detti essenziali, ossia elementi immancabili nel contratto, pena nullità di esso. Tra gli elementi essenziali, il codice civile nell’articolo 1325 annovera:

    1. l’accordo 
    2. la causa 
    3. l’oggetto 
    4. la forma, quando essa è prescritta dalla legge.
    • il primo degli elementi sopra menzionati è l’accordo, definito l’incontro delle manifestazioni di volontà tra le parti ossia l’incontro di volontà tra il proponente e l’accettante. Esso può essere tacito, desunto da un comportamento concludente o espresso se le parti ricorrono alla forma scritta o se tale forma è richiesta dalla legge.
    • il secondo requisito essenziale è la causa, definita come lo scopo che si propongono i contraenti, cioè la funzione economico-sociale del contratto (diversa dai motivi ossia le ragioni soggettive dei contraenti). Essa, ai sensi dell’articolo 1343 c.c., deve essere lecita o meglio quando non è contraria a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume. Sono imperative le norme che non possono essere derogate tra le parti, in caso contrario si determinerà l’illiceità del negozio giuridico. L’ordine pubblico, invece, fa riferimento a quelle norme che tutelano i principi o valori di una società, come ad esempio la dignità umana e Infine il buon costume che si può riassumere come l’insieme dei principi etico-morali del cittadino medio. concludendo, con la causa di un contratto è possibile distinguere fra contratti tipici e atipici o contratti misti.
    • Per oggetto di un contratto si intende, ai sensi dell’articolo 1346 c.c., la prestazione o più comunemente la cosa oggetto dello scambio. Essa deve essere: possibile (esistente in natura), lecito ossia non contrario a norme imperative, ordine pubblico e buon costume; determinato o determinabile quando il comportamento o la cosa oggetto di contratto è conosciuto o per lo meno identificabile. Sono pertanto escluse cose non esistenti ad eccezioni di cose future salvi particolari divieti di legge.
    • ultimo elemento essenziale è la forma ossia il mezzo tramite cui si manifesta la volontà negoziale. Principio generale del nostro ordinamento è la libertà di forma, espressione dell’autonomia contrattuale, in virtù del quale la parte può manifestare la propria volontà nelle forme e nei modi che preferisce. Tuttavia l’ordinamento giuridico, delle volte, subordina l’efficacia del contratto (come in quelli immobiliari) all’utilizzo della forma scritta. Si parla in questo caso di forma ad substantiam o in altri casi della forma ad probationem (valido cioè ai fini della prova).

    GLI ELEMENTI ACCIDENTALI O FACOLTATIVI

    Accanto agli elementi essenziali del contratto, quelli la cui presenza è necessaria ai fini della sua validità, si posizionano gli elementi accidentali o facoltativi. Sono quegli elementi la cui presenza non è necessaria ai fini della validità del contratto ma diventano vincolanti una volta apposti, in grado cioè di inficiare sulla validità del contratto se non rispettati. le clausole facenti parte degli elementi accidentali sono invece i seguenti:

    1. condizione 
    2. termine 
    3. modo
    • la condizione è l’evento futuro e incerto da cui le parti fanno dipendere l’efficacia o la cessazione del contratto. Se dall’evento in questione dipende la validità del contratto, la condizione prenderà il nome di condizione sospensiva. Se l’evento futuro e incerto determina la cessazione degli effetti contrattuali, la condizione prenderà il nome di sospensione sospensiva. innanzitutto l’evento deve essere lecito, pena nullità del contratto, e possibile. in questo caso se la condizione è risolutiva essa si considera come non apposta, se è sospensiva si determina invece la nullità del contratto.
    • il termine è un evento futuro e certo e a differenza della condizione, gli effetti si producono a decorrere da un momento preciso. 
    • il modo ovvero onere, è un altro elemento accidentale. A differenza della condizione non sospende e non risolve il contratto.

    CONCLUSIONE DEL CONTRATTO

    L’articolo 1326 del c.c. stabilisce che il contratto può essere concluso quando colui che ha fatto la proposta, il proponente, ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte. Chi riceve la proposta, secondo il principio di autonomia contrattuale, è libero di accettare o respingerla. L’accettazione porta alla conclusione del contratto solo se essa risulta conforme alla proposta. Se il contratto è concluso con la presenza delle parti interessati, la conclusione è istantanea, se invece le parti si trovano in luoghi differenti, il contratto può dirsi concluso non appena il proponente ha la piena conoscenza dell’accettazione dell’altra parte. Qualora il destinatario accetti la proposta apportando modifiche ad essa, essa verrà considerata come controproposta. Fino al momento in cui il contratto non si è perfezionato, le parti hanno la facoltà di revocare la proposta o l’accettazione a meno che l’irrevocabilità non sia sancita dal patto di opzione ossia quell’accordo in base al quale le parti di un contratto convengono che una di esse rimanga vincolata alla propria dichiarazione e l’altra abbia facoltà di accettarla o meno, la dichiarazione della prima si considera quale proposta irrevocabile.

    A cura di: Saif Jelassi

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