Sulla pagina di Pulp Podcast è stato pubblicato un articolo, firmato da Federico Lucia “Fedez”, titolato “Dentro le vetrine distrutte ci sono anche gli artisti che vi sostengono . La facile retorica di una realtà complessa“. Emerge qui una lunga riflessione sui recenti disordini e atti di vandalismo che hanno interessato Milano.
“Conosco bene la parola tipica del rap, che ti porta dal niente a esibire status symbol, perché l’ho vissuta tutta. Conosco la frustrazione di una casa brutta in periferia, di un lavoro o di una scuola del ca**o, di non poterti comprare niente di bello. Conosco pure l’adrenalina di quando invece i soldi arrivano, la soddisfazione di poter far vedere agli altri dove sei arrivato. Quanto ti sei allontanato dalla palude. Oggi vedo i ragazzi che conosco bene – non loro personalmente ma lo stesso loro – che quella frustrazione la esplodono contro tutto, ma soprattutto contro le vetrine del centro. È ovvio. Sono il simbolo delle cose che noi non potevamo e loro non possono avere”.
Fedez fa una riflessione finale rivolta ai giovani manifestanti: “Tutti tentano di usare le proteste, chi demonizzandole, chi facendosi il proprio gagliardetto di partecipazione. Io vorrei che i ragazzi che manifestano sapessero questo: sia chi vi ostracizza sia chi vi utilizza come simbolo, vi sta usando come pedine di un gioco in cui a perdere siete sempre voi”.
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