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    G7, approvato il rilascio coordinato di riserve di gasolio

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    L’Unione europea e i suoi Stati membri hanno progettato un rilascio coordinato delle riserve strategiche di gasolio tramite l’Agenzia internazionale dell’energia. La decisione definitiva è stata presa durante un vertice straordinario dei leader del G7, e prevede lo sblocco di cento milioni di barili nell’arco di quattro mesi. Questa iniziativa mira a fronteggiare le criticità del mercato causate dalle crisi internazionali e le pressioni commerciali statunitensi.

    Le dichiarazioni europee

    La conferma è arrivata direttamente dal Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, il quale, al termine della riunione, ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo circa un’erogazione coordinata delle scorte petrolifere, in modo tale da limitare i prezzi dei prodotti, in particolare per quanto concerne il diesel. Inoltre, è stato scongiurato il divieto dell’export di energia tra i Paesi partner.

    La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha accolto favorevolmente l’annuncio, aggiungendo che l’UE e i suoi Stati membri intendono cooperare strategicamente con il G7 e l’IAE per offrire prezzi accessibili ai cittadini.

    Il sollecito USA e l’esultanza di Trump

    Il presidente statunitense non ha frenato l’entusiasmo in merito a questa svolta decisiva, manifestandolo prontamente sul social network Truth, comunicando anche che il processo sarà avviato nell’immediato.

    L’esigenza di implementare un piano simile non deriva solamente dalle difficoltà riscontrate dall’attuale mercato petrolifero, influenzate dai conflitti geopolitici che incendiano lo scenario internazionale, ma anche dal richiamo degli Stati Uniti avvenuto negli scorsi giorni. Questi ultimi hanno indicato ai Paesi europei di immettere una quota maggiore delle riserve petrolifere.

    In precedenza, il segretario all’Energia degli USA Chris Wright, ha sottolineato che questo compito non spetta solamente a Washington e Tokyo, ma a tutti gli attori che si sono assunti questi impegni. L’amministrazione Trump ritiene che, grazie ad un’operazione coordinata, sia possibile stabilizzare concretamente i mercati, livellando al ribasso i prezzi. Pertanto, i Paesi del G7, in collaborazione con l’UE e l’IAE, hanno deciso di assecondare le richieste americane, schivando anche la minaccia di Washington di sospendere le esportazioni di diesel verso l’Europa.

    Gli effetti delle misure

    Per il Vecchio continente è possibile considerare già una vittoria aver sventato il rischio di non poter fare più affidamento sull’approvvigionamento di carburante raffinato proveniente dagli Stati Uniti, eventualità che avrebbe ridotto maggiormente le disposizioni, generando un ulteriore innalzamento dei prezzi. Inoltre, nel breve termine, il segnale di compattezza politica ed istituzionale può disincentivare gli speculatori.

    Sul lungo periodo, invece, i benefici potrebbero essere verosimilmente scarsi. Il rilascio di cento milioni di barili di petrolio può essere efficace per tamponare temporaneamente la scarsità delle risorse, ma gli elevati consumi giornalieri non potranno essere soddisfatti per diversi mesi senza l’elaborazione di nuove strategie capaci di offrire una stabilità duratura.

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