Ad un anno di distanza dal precedente sondaggio, BiDiMedia ha realizzato una nuova rilevazione per Politica che mostra un Paese leggermente più disponibile a scommettere su una classe politica più giovane, ma con differenze molto marcate tra gli schieramenti.
Il 37% voterebbe un leader under 30
Alla domanda se alle elezioni politiche voterebbero un leader con meno di 30 anni alla guida di un partito composto in maggioranza da giovani, il 12% degli intervistati risponde “molto probabilmente” e il 25% “abbastanza probabilmente”. Complessivamente, quindi, il 37% si dice disponibile a farlo: due punti percentuali in più rispetto alla rilevazione di settembre 2025.
Il 33% risponde invece “poco probabilmente”, il 15% esclude del tutto questa possibilità, mentre un ulteriore 15% sceglie di non esprimersi.
Dietro il dato nazionale, però, si nascondono differenze politiche molto significative. La maggiore disponibilità si registra tra gli elettori di centro (Azione, IV, PDL, +E, Ora), dove il 61% prenderebbe in considerazione un leader under 30: ben 18 punti in più rispetto allo scorso anno. Seguono gli elettori di centrosinistra (PD e AVS), al 58% e in crescita di 6 punti, e quelli del Movimento 5 Stelle, al 48%, con un aumento di 3 punti.
Tendenza opposta nel campo del centrodestra (FdI, Lega, Forza Italia e Noi Moderati): soltanto il 25% dei suoi elettori si dichiara molto o abbastanza disponibile a votare un leader under 30, con un calo di 8 punti rispetto al 2025. Tra gli elettori di Futuro Nazionale, non presente nel confronto dello scorso anno, la percentuale si ferma al 21%.

Giovanili di partito, Giovani Democratici e Forza Italia Giovani sono i più conosciuti
Ma quanto sono conosciute oggi le organizzazioni giovanili dei partiti?
A guidare la classifica all’interno del Campo Largo e della Sinistra sono i Giovani Democratici, conosciuti dal 21% degli intervistati. Dietro troviamo la Federazione Giovanile Comunista Italiana, che raggiunge il 15%, mentre più distanti si piazzano la Federazione dei Giovani Socialisti e l’Unione dei Giovani di Sinistra, entrambe al 6%, i Giovani Europeisti Verdi e il Network M5S Giovani al 5%. Chiude Meritare l’Europa/Giovanile Renzi, conosciuta dal 2% degli intervistati.
Per quanto riguarda il centrodestra, centro e Futuro Nazionale, al primo posto si trova Forza Italia Giovani, al 20% seguita da Gioventù Nazionale, al 18%. Lega Giovani si attesta al 14%, mentre appaiate al 7% troviamo Azione under 30 e il Comitato giovanile di Futuro Nazionale. La domanda consentiva risposte multiple.


Meloni resta prima, ma perde cinque punti
Se si passa dalle organizzazioni giovanili ai leader nazionali, emerge uno dei risultati più interessanti del sondaggio.
Alla domanda su quale leader politico sia ritenuto più vicino alle esigenze e alle istanze delle nuove generazioni, Giorgia Meloni mantiene nettamente il primo posto con il 25%. Rispetto al settembre 2025, tuttavia, la presidente del Consiglio perde 5 punti percentuali.
Al secondo posto si trova Elly Schlein, indicata dal 16% degli intervistati. Anche la segretaria del Partito Democratico arretra rispetto allo scorso anno, perdendo 4 punti. Si avvicina invece Giuseppe Conte, che con il 15% guadagna un punto e si porta a una sola lunghezza da Schlein.
Vannacci debutta al 9%
La principale novità rispetto al sondaggio dello scorso anno è però Roberto Vannacci, che entra direttamente al quarto posto con il 9%.
Alle sue spalle troviamo Nicola Fratoianni al 6%, Angelo Bonelli e Carlo Calenda al 5%, che segna un calo di due punti rispetto al 2025.
Al 4% si collocano Alessandro Onorato, altra novità della rilevazione, e Matteo Renzi, in calo di un punto. Matteo Salvini e Antonio Tajani si trovano appaiati al 3% ma se il segretario di Forza Italia guadagna un punto rispetto alla scorsa rilevazione, il segretario della Lega ne perde tre.
Chiudono Michele Boldrin al 2% e, all’1%, Vincenzo De Luca, Riccardo Magi e Enzo Maraio. Il segretario di Più Europa è in calo di tre punti dal 2025, mentre gli altri tre leader di partito sono anch’essi delle new entry del sondaggio.

Più spazio ai giovani, ma il ricambio deve ancora arrivare
Nel complesso emerge quasi un paradosso. Aumenta la disponibilità degli italiani a votare un leader under 30, ma quando viene chiesto chi oggi rappresenti meglio le esigenze delle nuove generazioni, la classifica continua a essere dominata dai protagonisti già affermati della politica nazionale.
Allo stesso tempo, le organizzazioni giovanili dei partiti faticano a raggiungere una notorietà significativa: persino la più conosciuta viene riconosciuta da poco più di un italiano su cinque.
C’è quindi uno spazio potenziale per una nuova generazione politica, e rispetto a dodici mesi fa sembra essersi leggermente allargato. La domanda di ricambio, però, appare per ora più forte dell’offerta capace di intercettarla.
Il sondaggio è stato realizzato da BiDiMedia per Politica attraverso metodologia CAWI/panel. Le interviste sono state effettuate tra il 4 e il 6 settembre 2026 su un campione di 1.000 maggiorenni residenti in Italia, rappresentativo per genere, istruzione, età, provincia, dimensione del comune di residenza e condizione lavorativa e ponderato per voto pregresso. Il margine di errore indicato è ±3,1% per una stima del 50%, con intervallo di confidenza al 95%.

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