Il Pontefice Leone XIV ha concluso, lunedì 28 settembre, il suo viaggio apostolico in Francia. In mattinata, il Papa ha reso omaggio a Robert Schuman, uno dei padri fondatori dell’Unione europea, presenziando ad una conferenza dedicata al politico transalpino, per disquisire del dialogo interreligioso e della pace nel Vecchio continente. Durante il dibattito ha effettuato delle dichiarazioni sull’attuale crisi geopolitica, manifestando la sua preoccupazione, e sottolineando l’apporto che il cristianesimo può offrire alla distensione delle relazioni internazionali.
La denuncia dell’“inutile strage”
Nel centro congressi Robert Schuman, Leone era seduto accanto al Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e il cardinale Jean-Marc Avelin, mentre in platea figuravano vescovi e alcuni rappresentanti istituzionali.
Nel suo discorso, il Pontefice ha utilizzato la stessa espressione adottata da Benedetto XV, evidenziando come il conflitto bellico continui a provocare la morte ingiustificata di vite innocenti. Il riarmo e l’incremento delle spese militari non vengono interpretati solo come strumenti inefficaci, ma come dei fattori illusori, che alimentano la crisi e l’esercizio della forza nella risoluzione delle controversie. Il Papa ha sottolineato l’importanza di ricorrere a proposte “creative”, che diano priorità ad una concreta ricerca della pace.
Sul diritto internazionale e la diplomazia
Leone XIV ha ribadito che le forze in grado di arginare concretamente la volontà di dominio delle potenze siano il diritto internazionale ed il multilateralismo. In un contesto in cui la diplomazia è sempre più fragile, l’uguaglianza effettiva degli attori e il dialogo devono tornare ad assumere un ruolo fondamentale nello scenario internazionale.
Il Pontefice ha anche espresso il suo disappunto rispetto alle tattiche attuate dagli Stati per raggiungere i propri scopi politici e militari. Il valore della parola data, la fiducia ed il rispetto verso il prossimo possono contribuire a limitare le incomprensioni tra i soggetti e la spirale di violenza.
Sui migranti
Il Papa si è pronunciato anche in merito ai flussi migratori, che continuano a scaldare il dibattito politico il Europa. Leone ha ribadito che nessuno deve sentirsi abbandonato, e che sia necessario fornire supporto a chi è più bisognoso.
Il Vecchio Continente, seppur in un momento complesso, non può dimenticarsi dei suoi principi storici e dei diritti inviolabili della persona, della libertà e dello Stato di diritto. Per Prevost, l’arrivo di migliaia di persone in cerca di salvezza da guerre e crisi di varia natura, deve essere gestito facendo fede ai valori della convivenza civile e offrendo soluzioni di assistenza legali e sicure, rispettando pienamente la dignità umana.
Il ruolo dei giovani, tra religione e cultura
Concludendo il suo intervento, Il Pontefice si è rivolto alle fasce più giovani della popolazione, comunicando la sua speranza circa il futuro. A loro spetta il compito di costruire un’Europa più forte e sicura, libera dall’odio e dalla divisione. Ciò è possibile reimparando la fratellanza cristiana, antidoto al conflitto e alla violenza.
Leone ha indicato alle nuove generazioni di offrire il loro contributo alla costruzione della pace, agendo con responsabilità civile nelle relazioni, sia a scuola che all’interno delle proprie famiglie.
Infine, si registra l’invito al rifiuto della logica dell’oppressione e a vivere amando la vita, guardando al futuro senza timore, agendo sempre a servizio del bene e della dignità degli individui.
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