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    Russia e Cina contro il dollaro

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    Una nuova moneta che rimpiazzi il dollaro. 

    I BRICS vogliono creare una nuova moneta per colpire il dollaro. Così, durante la giornata del 30 marzo, Alexander Babakov, il vicepresidente della Duma di stato russa, ha ribadito l’impatto che avrà Il BRICS sullo scenario internazionale. 
    Russia, India, Cina, Brasile e Sud Africa stanno già tentando di indebolire la moneta statunitense che attualmente rappresenta il 66% degli scambi globali. 
    Ma facciamo un passo indietro, precisamente 22 anni fa quando Jim O’ Neill, famoso economista e capoeconomista di Goldmann Sachs, coniò il termine Bric, inizialmente con soli 4 membri (Sud Africa esclusa).
    I 4 stati fondatori iniziarono nel 2006 a pianificare una serie di incontri dopo i lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 
    Il primo summit dell’organizzazione si ebbe solo nel 2009 in Russia.
    Un’interessante vicenda accadde nel 2008, anno della profonda crisi finanziaria che colpì tutto il globo. Il BRICS lavorò a fianco del G20 con la Banca Mondiale e il Fondo Monetario per favorire una maggiore collaborazione con i paesi emergenti nella gestione delle strutture finanziarie mondiali. 
    Ma veniamo a noi, attualmente il BRICS sta diventando sempre più forte, Russia e Cina hanno già provato a destabilizzare il dollaro, riducendo le quote di esso nelle rispettive riserve di valuta estera. 
    Il Cremlino sta discutendo di utilizzare Rubli e lire anche negli scambi con Turchia. 
    Ad unirsi a questa intesa c’è anche il Brasile, già membro formale del BRICS, disposto ad emanciparsi dal dollaro utilizzando yuan e real con la Cina. 
    Anche l’Arabia Saudita è disposta a cambiare rotta, infatti Riyadh ha preso in considerazione l’idea di farsi pagare in yuan per l’export di petrolio. 
    L’India, una potenza economica emergente, nel frattempo ha aumentato le importazioni di petrolio russo. 
    Diversi paesi dell’Africa settentrionale e del medioriente hanno espresso interesse ad aderire al blocco geoeconomico. 
    Una vera e proprio rivoluzione finanziaria che potrebbe mettere in seria crisi USA e UE.
    È evidente che il BRICS è diventato ormai una speranza per tutti i paesi emergenti e a testimoniarlo è la forte richiesta di adesione da parte di molti stati: Argentina, Algeria, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Iran, Messico, Pakistan e Venezuela.

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