TikTok, piattaforma social grazie alla quale, stando da quanto emerso, molti giovani manifestanti hanno potuto organizzarsi per poi recarsi nei centri cittadini di Milano, Torino e Bologna, “condanna ogni forma di violenza e non consente contenuti che la incitano o promuovono attività criminali”.
“Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza, garantendo l’accesso alle informazioni e il dibattito pubblico, contrastando al contempo l’uso improprio della piattaforma. In risposta ai recenti disordini, abbiamo attivato una task force e rafforzato le attività di moderazione, anche attraverso tecnologie di riconoscimento di immagini e audio”.
Nel frattempo, nella giornata di ieri il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva riferito che le devastazioni avvenute a Milano e in altri capoluoghi italiani “sono il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre Nazioni ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, Youtube senza che l’Occidente se ne renda conto ed in qualche modo reagisca”.
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