La stagione balneare 2026 non è ancora del tutto volta al termine e tra l’esecutivo ed i tecnici del Mef cominciano a circolare le prime bozze riguardanti la prossima manovra finanziaria, l’ultima dell’attuale legislatura che dovrà essere licenziata dai due rami del parlamento entro il prossimo 31 dicembre 2026.
Il percorso della Legge di Bilancio rappresenta il punto di intersezione tra la programmazione economico-finanziaria della maggioranza di governo ed i vincoli europei sul deficit e sul debito pubblico. Il quadro normativo europeo resta il medesimo così come rigidamente prescritto dalla riforma del Patto di Stabilità e Crescita e dalle prime indiscrezioni emerge la volontà di continuare sul solco della prudenza e del rigore di bilancio, con l’uscita dalla procedura di infrazione per disavanzo eccessivo e un quadro di finanza complessivo stabile.
I pilastri
Dal punto di vista dell’analisi politica ed economica, la definizione delle misure prioritarie risente della coesistenza tra più istanze, ed in questa prospettiva gli interventi allo studio si articolano su tre direttrici fondamentali: la rimodulazione del prelievo fiscale sulle persone fisiche, ritocchi – laddove possibili – all’accesso al sistema previdenziale e l’individuazione delle risorse finanziarie per la copertura delle misure. Il quadro economico continua a risentire delle tensioni internazionali che si riflettono principalmente su caro energia e carburanti e minacciano di portare ancor più in alto l’inflazione.
Estensione del taglio dell’IRPEF e l’impatto sui ceti medi
Il perno degli interventi fiscali riguarda l’estensione del secondo scaglione dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF). Dopo il primo intervento avviato negli esercizi precedenti, l’ipotesi tecnica della maggioranza prevede l’allargamento della soglia di applicazione dell’aliquota ridotta al 33% anche ai redditi tra i 50.000 ed i 60.000 euro. La misura, i cui costi per l’erario sarebbero stimati in circa 3 miliardi di euro, porterebbe un vantaggio fino a 1.000 euro annui per i contribuenti interessati.
Le altre misure al vaglio
Parallelamente, tra le proposte avanzate nell’ambito del dibattito parlamentare figura la detassazione della tredicesima mensilità per le fasce reddituali più basse, mediante un’imposta sostitutiva agevolata (ipotizzata tra il 10% e il 15%) per i redditi fino a 15.000 euro. Si valuta inoltre la proroga dell’imposta sostitutiva del 15% sugli straordinari e sulle maggiorazioni per lavoro a turni e festivo.
Sul versante pensionistico incombono le dinamiche demografiche e l’invecchiamento costante della popolazione. A tal proposito si prevede di sterilizzare l’aumento di un mese per il requisito di accesso al pensionamento previsto, a legislazione vigente, dal 1° gennaio 2027 in seguito all’adeguamento alla speranza di vita.
Il governo studia la possibilità di introdurre un canale di flessibilità a 64 anni di età, ma con un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. Un altro tema al centro è la rivalutazione straordinaria delle pensioni minime oltre il tasso di perequazione automatica basato sull’inflazione.
Si valuta, in ultimo, l’innalzamento dell’esonero contributivo per le madri lavoratrici e l’eventuale introduzione di strumenti di previdenza integrativa ad adesione precoce (c.d. secondo pilastro).
Quali coperture
L’equilibrio complessivo della manovra dipende dalla selezione delle fonti di copertura finanziaria. È al vaglio l’ipotesi di un prelievo straordinario o di un contributo di solidarietà calcolato sugli utili degli istituti di credito di maggiori dimensioni, da sempre un cavallo di battaglia politico del Carroccio.
In assenza di proroghe formali nella legge di bilancio, dal 2027 è già prevista la riduzione automatica delle aliquote del bonus ristrutturazioni. In ultimo, la rimodulazione delle detrazioni fiscali per i redditi più altirimane il principale strumento di compensazione contabile per garantire la sostenibilità del saldo primario.
Il quadro programmatico definitivo sarà formalizzato con la presentazione del Documento Programmatico di Bilancio (DPB) e la successiva trasmissione del disegno di legge alle Camere, dove i saldi aggregati di bilancio ed i principali indicatori su deficit e debito pubblico, oltre che crescita del pil prevista, dovranno trovare la necessaria rispondenza con gli obiettivi di medio termine concordati con la Commissione Europea.
20260322

