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    Siamo il futuro, vogliamo il presente: ciò che resta dell’evento targato Politica

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    Venerdì 15 settembre, a partire dalle ore 17, è andato in scena presso il Talent Garden di Roma l’evento dedicato ai giovani e targato Politica. Le collaborazioni intrattenute con L’Espresso e La Miniera di Ivan Grieco – rispettivamente media partner e digital media partner – hanno ulteriormente incrementato qualità e risultato dell’evento stesso. Una partecipazione degna di nota ha reso onore agli ospiti presenti: non solo giovani impegnati politicamente, ma anche personaggi illustri che da anni, se non decenni, operano nel Paese ricoprendo cariche di punta. Un evento all’insegna del cambiamento, su cui la redazione ha inteso soffermarsi riempiendo le pagine dello speciale cartaceo con una selezione di 60 under 30 che stanno cambiando il Paese. Tale lista, che non deve in alcun modo atteggiarsi a classifica, vuole premiare l’impegno politico dei giovani indipendentemente dai colori che lo muovono e il coinvolgimento di numerosi esponenti di spicco ha l’ambizione di rinsaldare questa tendenza. 

    Gli interventi introduttivi

    Nel tentativo di non incorrere in tediose rassegne, è bene ugualmente ripercorrere i momenti salienti. Ad aprire le danze è Federico Lobuono, presidente de La Giovane Roma, nonché fondatore del magazine: “Ci sono moltissime battaglie che si potrebbero vincere insieme con un pò di buon senso comune. Il nostro auspicio è che questa rivista possa essere una motivazione e l’occasione per guardarci intorno, tutti. Per far dialogare giovani con idee diverse e creare finalmente un grande dibattito che possa unire trasversalmente la nostra generazione“. Dopo un breve saluto del vicepresidente di Talent Garden Alberto Luna, arriva il momento dei saluti istituzionali di Roma Capitale, rappresentata da Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Moda, Sport e Turismo: “Abbiamo un problema molto serio: il nostro non è un Paese per giovani, […] non si discute mai su chi pagherà queste riforme. Noi vi sosterremo in questo“. A seguire Alessandro Mauro Rossi, direttore de L’Espresso, che, con l’ausilio di alcuni dati, cerca di fotografare la complessa situazione attuale: “Noi siamo convinti che questo (l’astensionismo, ndr) sia un sintomo, ma che la malattia non sia ancora degenerativa. Crediamo ancora nella politica, i partiti sono la base della nostra democrazia”. 

    Gli esponenti politici

    Nel rispetto delle diversità, Politica ha scelto di coinvolgere sei esponenti appartenenti a differenti aree politiche. A cominciare è l’On. Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato e storico rappresentante di Forza Italia: “La politica è fatica, ci vuole una cultura di base. La cultura di base che si apprende a scuola è insostituibile, non c’è il manuale del perfetto politico, senza cultura di base non si va da nessuna parte. La politica è fisicità, servono contatto e incontro“. Una critica, dunque, allo sconsiderato e costante ricorso agli strumenti multimediali, non certo un nemico, ma, a suo avviso, incapaci di sostituire globalmente la reale essenza della politica. È poi il momento dell’On. Paolo Trancassini (FDI), che afferma: “La politica non è negativa o bella per definizione, ma è la risposta ai problemi di una determinata comunità. Coltivare il confronto, mantenendo l’umiltà“. Un intervento volto alla plasmazione di una classe dirigente valida, consapevole, preparata. Subito dopo, a salire sul palco, in rappresentanza di Azione, è l’On. Valentina Grippo, che ricorda l’importanza di studio e lavoro, primo strumento di non ricattabilità politica: “È importante studiare e arrivare preparati, perché la politica è una cosa complessa“. E ancora, l’invito a prendersi ciò che si ritiene di meritare, senza velleità, opportunismi e manie di protagonismo. Segue l’On. Alessandra Maiorino, senatrice del M5S, che con l’Albatros di Baudelaire cerca di descrivere il trattamento oggi riservato ai giovani: “Credo che dobbiamo lasciare che i giovani insegnino un nuovo modo di stare al mondo, che non siano costretti a rinunciare alle proprie ali” conclude. “Non è possibile una politica senza partiti” così ha inizio l’intervento dell’On. Claudio Mancini (PD), che prosegue: “Il compito della nuova generazione è di pensare una nuova forma di partecipazione, esprimendo un noi“. A chiudere il cerchio è l’On. Simonetta Matone, deputata leghista. Dopo una breve introduzione, un appello ai giovani: “Sono veramente troppo pochi i giovani che si buttano nella mischia. I giovani sono il futuro, hanno un approccio diverso, entusiastico, ma al contempo sono un gruppo assolutamente elitario“. Questa breve sintesi non intende sottrarre importanza ai successivi interventi, agevolmente rinvenibili sul canale YouTube del sopracitato Ivan Grieco e meritevoli di assoluta considerazione.

    Quel che resta

    La redazione di Politica è pienamente consapevole della portata di un simile evento e, come sostenuto da Lobuono, l’ambizione è quella di contribuire alla formazione di un percorso che sia realmente capace di stabilire buon senso e compattezza all’interno del dibattito politico nazionale: una missione ardua, d’indubbia complessità, da cui, però, non si può e non si deve fuggire. Ed ecco allora il grido di riscatto, di cambiamento, d’innovazione. Un grido che, per meritare di essere ascoltato, non può certo limitarsi a mire vendicative e scarsamente produttive per modalità e contenuti: è necessaria un’opposizione (al fenomeno, sia ben chiaro) consapevole, rispettosa, competente. Il vigore giovanile non deve certo scadere in una spasmodica ricerca di successo, riconoscimenti, cariche, diritti. A regnare sovrana deve essere la ponderatezza, dalle modalità comunicative alle strade da intraprendere, politiche e non che siano. È necessario ricostituire quel sentimento di unicità che dovrebbe pervadere e contornare la res publica, per sua stessa natura imparagonabile a qualunque altro ambito o settore. La superficialità dei giorni odierni e la violenza, fisica e verbale, che v’inerisce necessitano urgenti politiche di sensibilizzazione, in grado, nel corso dei decenni, d’infondere una solida e inattaccabile coscienza civile, ancor prima che politica. L’ormai ben accetto turpiloquio e il generale scadimento del dibattito richiedono un’inversione di rotta totale, un intervento organico e compatto che consenta una corretta esplicazione dei differenti pensieri della società. L’interruzione di un’opportuna diffusione di questi è il primo passo verso la staticizzazione del più importante motore di qualsiasi democrazia: il confronto politico. Ed è a ciò che un progressivo e generale impoverimento rischia di condurre in maniera irreversibile. 

    La realtà è che siamo in un sistema che, a queste condizioni, è destinato al collasso. Come affermato da Grieco, introdotto come gli altri ospiti dal moderatore Paolo Federico (vicepresidente de La Giovane Roma), c’è una dura sfida da combattere e per farlo, questa volta, non basteranno politicantismi e raggiri di vario genere: sono palliativi che mascherano un mostro sempre più grande, il cui contenimento è sostanzialmente insostenibile nel lungo termine. Servono coraggio e integrità morale, il resto sono chiacchiere vuote e attentatrici. 

    Siamo il futuro, vogliamo il presente.

    A cura di

    Valerio Antoniotti

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