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    Verso le Europee del 2024: i temi che influenzeranno il voto

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    Da elezione europea a elezione europea, il contesto socio-economico e geopolotico del Continente può variare profondamente, con eventi interni ed esterni che ne modificano sostanzialmente le caratteristiche e, con esse, i bisogni della popolazione votante. 

    Se si pensa solamente alla differenza di situazione tra il 2019 e il 2024 – l’avvento della pandemia di Covid-19, l’inizio della Guerra di Ucraina, lo scandalo del Qatargate e tutte le sue ripercussioni sulla credibilità delle istituzioni comunitarie – si può capire quanto è cambiato il ruolo dell’Unione Europea e così anche la postura di patiti politici e della comunità di elettori. 

    “Le politiche nazionali hanno sempre la precedenza sulla politica europea” ha affermato Camino Mortera-Martinez, capo dell’ufficio di Bruxelles presso il Centre for European Reform, che spera, al contempo, che la reazione dell’UE alle crisi degli ultimi anni possa alimentare “più discorsi sull’Europa” in questo ciclo elettorale.

    Guerra in Ucraina

    L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha scatenato una rapida reazione da parte dell’Unione Europea, che ha sostenuto finanziariamente la prima e ha imposto numerosi pacchetti di sanzioni alla seconda. Il conflitto ha inoltre portato a una crisi energetica lo scorso inverno, quando la Russia ha tagliato le sue esportazioni di gas verso l’UE. Non per ultima, l’instabilità geopolitica in una regione limitrofa all’Unione ha anche spinto all’accelerazione della domanda di adesione dell’Ucraina, con il Paese che è diventato un candidato ufficiale.

    “Penso che molti di questi leader (europei, ndr) si avvarranno del ruolo che hanno svolto durante le crisi dell’anno passato” afferma Johannes Greubel, analista politico presso l’European Policy Center. “Ad esempio, se von der Leyen decidesse di candidarsi, penso che sarà in grado di presentarsi o ritrarsi come un leader, una forte personalità durante queste crisi passate, che si tratti di COVID-19 o, adesso, di guerra in Ucraina”.

    Péter Krekó, il direttore esecutivo del think tank politico Capitale, con sede a Budapest, ha affermato che i principali partiti politici europei trarranno vantaggio da una maggiore fiducia nell’Unione europea durante la guerra: “Abbiamo motivo di essere cautamente ottimisti sullo stato delle cose nell’Unione europea e nell’opinione pubblica dell’Unione europea, poiché la maggior parte dei sondaggi… indica che c’è piuttosto una crescente fiducia all’interno dell’Unione europea.”

    Cambiamento climatico

    Il conflitto in Ucraina ha evidenziato le grandi disparità a livello di politiche energetiche che esistono nell’Unione Europea, con paesi che per anni hanno aumentato la loro dipendenza da fornitori esteri – come la Germania e l’Italia. In questo senso, le elezioni europee saranno un palcoscenico per ascoltare le proposte dei vari partiti politici sul fronte di una maggior produzione energetica e, soprattutto, sul fronte delle energie sostenibili. 

    Difatti, la quota di energia rinnovabile nell’UE era del 22,2% nel 2021, con una crescita solo modesta dal 2020, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente. “Raggiungere il nuovo obiettivo del 40% recentemente proposto richiederebbe una profonda trasformazione del sistema energetico europeo” ha dichiarato l’agenzia nell’ottobre dello scorso anno.

    Su questo fronte, parte dei dibattiti si concentreranno su quelle misure atte a stimolare la produzione di energie rinnovabili a discapito delle energie fossili, con diversi paesi che hanno già dichiarato pubblicamente una contrarietà a virare completamente verso un sistema di produzione energitca rinnovabile – vedasi Polonia e Ungheria in primis. 

    Flussi migratori

    Oltre alla Guerra in Ucraina e alla transizione verde, la politica migratoria sarà un argomento importante per tutti i partiti politici durante la campagna elettorale.

    Sul fronte delle migrazioni via terra, il PPE – il Partito Popolare Europeo, blocco di centro-destra nel Parlamento europeo – ha recentemente affermato che la costruzione di recinzioni alle frontiere esterne “dovrebbe essere ammissibile ai finanziamenti dell’UE”. Tuttavia, la Commissione europea ha finora affermato che non finanzierà alcun progetto legato all’installazione di filo spinato o costruzione di muri.

    Anche le migrazioni attraverso il Mediterraneo sono sotto i riflettori europei, con il Primo ministro italiano Giorgia Meloni che ha adottato una linea dura sull’immigrazione sin dalla sua elezione lo scorso anno. 

    Il mese scorso, il Parlamento europeo ha approvato tre proposte sulla migrazione che potrebbero contribuire a raggiungere un accordo sulla questione, ma si continua a chiedere maggiore solidarietà in materia di migrazione man mano che si avvicina la scadenza elettorale. 

    Corruzione e Qatargate

    Il recente scandalo della corruzione nel Parlamento europeo avrà sicuramente un’influenza che sarà importante da affrontare durante le elezioni, sostengono in particolare gli euroscettici.

    Dai primi arresti alla fine del 2022, le persone coinvolte nello scandalo di corruzione del parlamento, tra cui tre deputati in carica, sono state scarcerate e alcune di loro cercano ora di passare al contrattacco – come nel caso dell’ex vice-presidente del Parlamento UE, Eva Kaili, che, immediatamente dopo la scarcerazione, ha cominciato ad accusare le istituzioni europee di trattamento brutale e contro le regole vigenti.  

    “Penso che ci siano alte possibilità che i partiti populisti facciano uso di questo per spingere per le loro politiche, le loro opinioni euroscettiche” ha detto Greubel.

    In sintesi, aldilà delle singoli questioni che caratterizzeranno le prossime elezioni europee, sarà interessante vedere in che misura i singoli partiti nazionali seguiranno la stessa linea politica dettata dai gruppi politici nel parlamento europeo. Su questo fronte si gioca, ad esempio, la partita di Fratelli d’Italia, fin’ora escluso dal Partito Popolare Europeo, ma oggi in prima linea nella volontà di contare maggiormente nel Vecchio Continente.

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