Secondo Hadja Lahbib, Commissaria europea per la preparazione e la gestione delle crisi, dopo la pandemia da Covid-19 e l’inizio del conflitto russo-ucraino, “dobbiamo essere pronti al peggio, incluso un conflitto armato qui in Europa”.
L’annuncio è arrivato a margine del 9° Forum europeo sulla protezione civile a Bruxelles, in cui Lahbib ha aggiunto: “Nel corso del tempo, tre crisi hanno trasformato il nostro modo di operare: i devastanti incendi in Portogallo nel 2017, la pandemia di Covid-19 e la guerra della Russia contro l’Ucraina – ha illustrato -. Gli incendi in Portogallo hanno causato 66 vittime. Quella tragedia ci ha spinto a concentrarci maggiormente sulla prevenzione. Ma, soprattutto, abbiamo dato vita a ‘rescEU’, la nostra riserva europea di risorse per le emergenze”.
“L’Europa ha inviato quasi 160.000 tonnellate di aiuti, da forniture mediche a generatori di corrente. Abbiamo trasferito oltre 5.400 pazienti in ospedali europei per ricevere le cure necessarie. Con il sostegno dell’Ue, la Lituania ha persino smantellato un’intera centrale elettrica, pezzo dopo pezzo, per inviarla in Ucraina. E non ci limitiamo ad aiutare l’Ucraina: dall’Ucraina stiamo anche imparando – ha aggiunto -. Gli ucraini riescono a mantenere in funzione le ambulanze e a garantire l’erogazione di energia elettrica anche sotto il fuoco nemico. Dobbiamo integrare queste lezioni, apprese a caro prezzo, nei nostri piani e nelle nostre esercitazioni di emergenza”.
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