Da Poznań – Polonia
Dopo il suo rientro anticipato nel Paese, il Presidente della Repubblica polacco, Karol Nawrocki, si è recato – intorno all’una di notte – presso la sede della Corte costituzionale. All’entrata, alcuni giudici della Corte, ivi compresa Anna Korwin-Piotrowska, il giudice che ha sospeso il Presidente ed il Vicepresidente della Corte costituzionale, hanno provato ad impedire fisicamente l’ingresso di Nawrocki.
Oggi, il Capo di Gabinetto del Presidente della Repubblica, Paweł Szefernaker, ha comunicato su X che «a partire dalle ore 13:00 nel Palazzo Presidenziale il presidente Karol Nawrocki avvia una serie di incontri con i leader delle componenti parlamentari».
La dichiarazione del Primo Presidente della Corte Suprema
In relazione a quanto accaduto, il Primo Presidente della Corte Suprema polacca, Zbigniew Kapiński, ha rilasciato una dichiarazione nella quale ha affermato: «Tali eventi sono senza precedenti in uno Stato democratico retto dallo Stato di diritto e sollevano interrogativi fondamentali circa la loro compatibilità con i principi costituzionali cardine della Repubblica di Polonia. È inaccettabile che controversie riguardanti il funzionamento di un organo costituzionale dello Stato fungano da pretesto per azioni che, di fatto, lo paralizzano e lo privano di ogni autorità. Ciò crea un precedente particolarmente pericoloso, che mina le fondamenta stesse di uno Stato democratico basato sullo Stato di diritto».
Le direttive di Korwin-Piotrowska
Secondo quanto riportato dalla testata Rzeczpospolita, il giudice della Corte costituzionale, Anna Korwin-Piotrowska, ha emesso una direttiva, con la quale ha disposto che i giudici svolgano le proprie funzioni al di fuori della sede del Tribunale stesso, sospendendo l’attività lavorativa del personale della Corte – ivi compreso l’obbligo di recarsi sul luogo di lavoro – fino a nuovo ordine.
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