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    Manovra, il futuro della scuola è in crisi?

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    Come verificatosi nella Manovra 2025, responsabile di oltre 7mila tagli agli organici della scuola pubblica, l’istruzione torna ad essere protagonista di un nuovo e acceso dibattito.

    Uno dei piani previsti dalla Manovra 2027 riguarda altri 7mila tagli al personale docente e ATA a partire dall’anno scolastico 2027/2028. Non si fa attendere la risposta del Vicepremier Matteo Salvini, il quale, alla domanda: “Sapeva di questi tagli alla scuola?”, ha affermato con fermezza di ‘non sapere nulla’, anche se la proposta deriva proprio da noti esponenti della Lega, cioè lo stesso partito di Salvini.

    La causa scatenante

    La riduzione prevista dalla Manovra è di circa 4900 docenti e 2000 unità di personale ATA, un numero piuttosto alto che ha suscitato non poche reazioni negative. Il tasso di riduzione della natalità, che ha comportato una perdita di circa 100mila studenti l’anno, è stato presentato come il motivo principale che ha spinto il Governo ad approvare il disegno di legge e a giustificare i tagli al personale scolastico: in merito alla salvaguardia dello Stato, l’obiettivo di questa misura sarebbe portare lo Stato ad un risparmio di circa 252 milioni di euro l’anno a partire dal 2028.

    Decisione discutibile se si pensa che a perdere o non trovare lavoro saranno più di 14.000 persone, se si sommano anche i 7mila tagli della Manovra precedente. Mentre il Governo parla di risparmio e di tutela dello Stato, a pagare sono i cittadini e, in particolare, il settore dell’istruzione, messo di fronte a nuove difficoltà. La stima prevede che entro il 2040 ci saranno circa 2 milioni di studenti in meno, fatto che non giustifica il reale bisogno di effettuare tagli così drastici.

    La risposta di Matteo Salvini

    “Io non sapevo nulla”, risponde il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini. Il Vicepremier sembrerebbe poco interessato e, apparentemente, non coinvolto in questa decisione, ma la sua reazione non è del tutto conforme ai fatti: la misura, approvata dal Governo, sarebbe stata presentata proprio dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e avrebbe coinvolto anche il ministero dell’Istruzione guidato da Valditara, entrambi esponenti della Lega, cioè lo stesso partito di Salvini. Per questo motivo, risulta impensabile che Salvini non sapesse nulla di una decisione presa all’interno del suo stesso partito. La risposta ha inoltre provocato ulteriori proteste da parte dei cittadini italiani che si sono aggiunte a scioperi e manifestazioni dei giorni precedenti.

    Di fronte alla risposta di Salvini, non si fanno attendere anche le reazioni di ANP, Cisl Scuola, Uil Scuola, Flc Cgil, Snals, Gilda e Anief che dichiarano “inaccettabile” la scelta del Governo di ridurre il personale e chiedono al Parlamento di correggere la norma perché preoccupati di non riuscire più a garantire un corretto funzionamento del sistema scolastico. “Pensare di far fronte alle difficoltà della scuola riducendo gli organici è una scelta che non condividiamo”, affermano i sindacati. Questi ultimi, infatti, si sono opposti alla nuova misura contestando soprattutto la giustificazione usata dal Governo e dichiarano di essere “disposti a mobilitarsi in modo unitario contro Governo e Parlamento” qualora essi non dovessero modificare la propria decisione. Il tasso di riduzione della natalità, infatti, non garantisce una reale necessità di effettuare tagli al personale docente e ATA. Inoltre questi provvedimenti potrebbero influire negativamente sul tasso di disoccupazione, fenomeno già presente in Italia, anziché migliorare il sistema scolastico e lavorativo.

    Il futuro scolastico è in crisi?

    Nonostante Salvini dichiari di non essere a conoscenza della proposta di effettuare tagli al sistema scolastico, il Vicepremier ha fatto un passo indietro affermando che “deputati e senatori leghisti sono disposti a presentare correzioni durante il passaggio parlamentare, se serviranno”. È stata forse la pressione dei sindacati e le numerose proteste dei cittadini a far tornare sui propri passi Salvini e rivedere dunque quanto affermato precedentemente? I cittadini italiani si stanno interrogando su quanto queste affermazioni siano effettivamente veritiere o se si tratti di una strategia per evitare di assumersi le proprie responsabilità da parte della Lega.

    Dagli ultimi aggiornamenti in merito alla questione risulta che Salvini non è stato l’unico a fare marcia indietro: il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, infatti, afferma che “si è impegnato a lavorare affinchè la misura venga eliminata”. Nonostante le precedenti dichiarazioni, la Lega non appare sicura sulla decisione di eliminare del tutto la misura, ma sta considerando l’idea di effettuare tagli minori al personale con la medesima giustificazione legata al calo delle nascite.

    Sarà un’altra mossa strategica o si sta cercando realmente di trovare la soluzione più giusta per il sistema scolastico? Mentre Governo e Parlamento continuano a prendere decisioni a scapito dei lavoratori e del sistema scolastico, i cittadini italiani attendono risposte definitive, nonostante siano ancora molti i dubbi e gli interrogativi.

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