Si è da poco conclusa la plenaria dei giudici della Corte costituzionale polacca, convocata dalla presidente facente funzioni Anna Korwin-Piotrowska, alla quale hanno partecipato otto componenti su quindici, dettaglio che ha sollevato dubbi circa il quorum necessario per assumere decisioni.
In concomitanza, si è tenuto il Consiglio di Sicurezza Nazionale, indetto dal presidente Karol Nawrocki: sul tavolo la presenza militare permanente degli Stati Uniti in Polonia, l’aggiornamento della Strategia di sicurezza nazionale, il rafforzamento della deterrenza nei confronti della Russia, ma soprattutto un duro attacco nei confronti del premier Tusk in merito alla crisi del Tribunale costituzionale.
Il Consiglio di Sicurezza Nazionale
«Non esiste sicurezza esterna senza sicurezza interna; queste condizioni sono inscindibili». Questo il messaggio cardine di Nawrocki, con il quale ha voluto aprire la riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale, alle ore 15’00 odierne, nel corso della quale ha affrontato la situazione relativa al Tribunale Costituzionale, «evidenziando che il Primo Ministro Donald Tusk è responsabile di ogni azione intrapresa contro tale organo, ivi compresi tutti i provvedimenti illegittimi, come la sospensione di giudici e l’emanazione di direttive contrarie alla legge», come riportato nel comunicato conclusivo.
Nawrocki ha dunque attribuito direttamente al premier la responsabilità politica delle operazioni contestate, annunciando che utilizzerà tutte le proprie prerogative per contrastare quello che considera un tentativo di sovvertire l’ordine costituzionale e chiedendo a Tusk di interrompere le iniziative contestate prima delle celebrazioni della Festa dell’Indipendenza dell’11 novembre.
La plenaria dei giudici della Corte costituzionale
A partire dalle 15’30, si è svolta l’Assemblea generale dei giudici della Corte costituzionale, fissata lo scorso 30 ottobre dal giudice Anna Korwin-Piotrowska. Su un totale di quindici giudici, hanno partecipato alla riunione in otto: Korwin-Piotrowska ha tuttavia dichiarato raggiunto il numero minimo necessario, sostenendo che i magistrati legittimati a partecipare fossero dodici in luogo di quindici, considerata la sospensione del presidente Święczkowski e del vicepresidente Sochański, nonché l’esclusione del giudice Jarosław Wyrembak, la cui nomina è contestata.
Stanti le manifestazioni – tuttora in corso – davanti all’ingresso principale della sede della Corte costituzionale, ai giudici attualmente in servizio è stato temporaneamente consentito l’accesso all’edificio attraverso un ingresso secondario, collegato direttamente con la Cancelleria del primo ministro.
Nel corso della plenaria, Anna Korwin-Piotrowska ha comunicato, che il Procuratore generale – che secondo l’ordinamento polacco coincide con la figura del Ministro della Giustizia, attualmente Waldemar Żurek – ha depositato una sesta istanza di revoca dell’immunità di Święczkowski, che si unisce alle cinque già precedentemente depositate, di cui una riguardante anche la posizione del vicepresidente sospeso Sochański.
La riunione odierna dei giudici della Corte costituzionale ha discusso dunque circa i tempi necessari per l’esame delle sei istanze, considerato che il termine previsto per il riscontro è di trenta giorni dal ricevimento degli atti. Ma non solo. Si sono tenuti i sorteggi per l’individuazione delle commissioni disciplinari che dovranno esaminare le posizioni di Święczkowski e Sochański. Tali sorteggi, trasmessi in diretta su TVP.Info, unitamente a tutta la seduta, aprono la strada all’esame che porterà alla definizione della posizione dei due procedimenti disciplinari.
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