Da Poznań – Polonia
Una serata di intensa tensione istituzionale in Polonia, dove lo scontro politico e giudiziario sulla Corte costituzionale ha raggiunto un nuovo livello. Il presidente della Repubblica, Karol Nawrocki, ha interrotto il viaggio ufficiale verso il Senegal ed è rientrato a Varsavia dopo che la polizia è entrata nella sede del Tribunale costituzionale e il suo presidente, Bogdan Święczkowski, è stato sospeso dalle sue funzioni. Fuori dalla Corte le proteste, con la partecipazione dei leader dei partiti di opposizione.
La crisi sulla nomina dei giudici costituzionali
La vicenda è l’ultimo episodio di una crisi che contrappone il governo del premier Donald Tusk, europeista, al presidente Nawrocki e all’area conservatrice legata ai precedenti governi di Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e Giustizia, in breve PiS). Al centro della controversia si trova la nomina dei giudici costituzionali. Nel corso del 2026 il Parlamento ha eletto sei nuovi magistrati, ma il presidente della Repubblica Nawrocki si è rifiutato di accettare il giuramento di tre di loro. A sua volta, Święczkowski aveva impedito ad alcuni giudici eletti dalla nuova maggioranza parlamentare di assumere pienamente le proprie funzioni.
Il conflitto si è aggravato nelle ultime settimane. Il 14 ottobre il giudice Maciej Berek aveva prestato giuramento in Parlamento, senza la presenza del presidente della Repubblica, sostenendo di aver adempiuto agli obblighi necessari per assumere l’incarico. La presidenza del Tribunale aveva contestato la procedura. La procura aveva quindi avviato accertamenti sulle presunte condotte volte a impedire ai nuovi giudici di esercitare le proprie funzioni.
La sospensione del presidente della Corte
La sospensione di Bogdan Święczkowski è stata disposta dalla giudice Anna Korwin-Piotrowska, che ha assunto temporaneamente la direzione della Corte costituzionale in quanto magistrata con la maggiore anzianità di servizio. Il provvedimento, della durata di un mese, ha riguardato anche il vicepresidente Bartłomiej Sochański ed è stato motivato con il presunto ostacolo all’insediamento dei giudici eletti dal Parlamento e con irregolarità nella convocazione dell’assemblea generale e nella composizione dei collegi giudicanti.
Il ministro della Giustizia, Waldemar Żurek, ha scritto sui social: «In qualità di procuratore generale, oggi ho trasmesso alla Corte costituzionale cinque richieste di revoca dell’immunità. Si tratta di documenti molto corposi, per un totale di 224 pagine. Quattro richieste riguardano l’autorizzazione a procedere penalmente nei confronti di Bogdan Święczkowski, presidente facente funzioni della Corte costituzionale. La quinta riguarda la revoca dell’immunità del vicepresidente della Corte, Bartłomiej Sochański».
Il premier Tusk, attaccando direttamente il partito Diritto e Giustizia, ha invece commentato: «Ripristinare lo Stato di diritto è un nostro dovere. Dopo anni di illegalità del PiS, è un processo difficile, a volte doloroso, che richiede un’azione decisa. Non c’è altra strada».
Il rientro del presidente della Repubblica
Il presidente Karol Nawrocki è rientrato anticipatamente in Polonia, interrompendo il viaggio che lo avrebbe portato in Senegal, dove era atteso per una serie di incontri istituzionali. La decisione è arrivata dopo gli sviluppi alla Corte costituzionale, con l’intervento della polizia nella sede dell’istituzione e la sospensione del presidente Bogdan Święczkowski. Nawrocki ha annunciato il rientro con un messaggio pubblicato su X: «In un momento come questo, il Presidente deve essere in Polonia. Interrompo il volo per il Senegal. Rientro»
Święczkowski taglia le catene del cancello per entrare
Davanti alla sede della Corte costituzionale di Varsavia si sono radunati migliaia di manifestanti per protestare contro la sospensione del presidente Święczkowski, considerata dai sostenitori dell’opposizione un’interferenza illegittima nell’indipendenza dell’istituzione.
La tensione è salita quando alcuni dimostranti hanno superato la recinzione del palazzo e lanciato oggetti contro gli agenti di polizia: tre persone sono state fermate. Nel corso della serata è arrivato sul posto lo stesso Święczkowski, che, dopo aver trovato il cancello d’ingresso chiuso e il proprio badge disattivato, ha ordinato a un fabbro di tagliare le catene che tenevano chiuso il cancello, riuscendo così a entrare nell’area della Corte. “Io sono il presidente del Tribunale costituzionale”, ha dichiarato, contestando apertamente l’autorità della giudice Anna Korwin-Piotrowska.
Nel pieno della crisi istituzionale, Bogdan Święczkowski ha annunciato l’intenzione di incontrare il presidente della Repubblica Karol Nawrocki. L’obiettivo del colloquio sarebbe quello di concordare le prossime iniziative dopo la sua sospensione, mentre resta aperta la disputa sulla legittimità della nuova direzione dell’istituzione e sulle modalità per garantirne il funzionamento.
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