Gli Stati membri dell’Unione europea hanno trovato un accordo sul nuovo pacchetto di sanzioni nei confronti della Federazione Russa. L’approvazione formale si concretizzerà lunedì 12 ottobre 2026, giornata in cui i Ministri degli Esteri si incontreranno per adottare le misure.
La decisione presa dalle istituzioni necessita di essere interpretata come una risposta agli incidenti che si sono susseguiti nelle precedenti settimane, causati dagli attacchi ibridi perseguiti dal Cremlino.
I dettagli
La lista contiene rispettivamente 1646 nomi, di cui 743 persone fisiche, e 826 enti, rei di supportare le operazioni in Ucraina. Le figure selezionate sono principalmente soggetti vicineìi alle forze armate e all’industria della difesa. Tra gli individui si contano anche 77 parlamentari, i quali si sono recentemente presentati alle elezioni della Duma di Stato nei territori occupati. Le sanzioni non prevedono solo il divieto di finanziare le offensive militari, ma anche di viaggiare, nonché il congelamento dei beni posseduti.
L’elaborazione del nuovo pacchetto, che ricorda quello ratificato nel febbraio del 2022, certifica come gli attori del Vecchio continente intendano mostrare compattezza nei confronti di Mosca, mirando ad aggravarne la posizione internazionale e ad appesantirne le condizioni economico-finanziarie.
Il precedente Usmanov-Fridman
La volontà di rinvigorire la politica delle sanzioni nei confronti della Federazione deriva dalla decisione di rimuovere dalla lista nera gli oligarchi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, caldeggiata dalla Francia, la quale ha potuto ottenere in cambio la liberazione di un cittadino francese. Questo episodio ha generato accese discussioni, ed è stato fortemente criticato dal leader ucraino Volodymyr Zelensky, che ha indicato questa scelta come un segnale di debolezza.
L’Alta rappresentante Kaja Kallas è stata interrogata sulla possibilità che i due nomi possano ritornare nel mirino di misure future, ed ha risposto affermando che è improbabile che questa eventualità possa realizzarsi.
L’intesa sul nuovo pacchetto soddisfa quindi sia l’esigenza di controbattere alle minacce russe, sia la necessità di confermare ancora una volta il totale supporto a Kiev, intimorita dalla prospettiva di proseguire la campagna bellica senza il sostegno dei Paesi europei.
Gli aiuti economici
Per quanto concerne il conflitto in corso, l’UE rafforza la propria posizione erogando 1,24 miliardi di euro di prestito all’Ucraina nell’ambito della difesa. I fondi serviranno a supportare la produzione di droni, sistemi anti-drone e munizioni. Inoltre, parte del finanziamento dovrà coprire anche il bilancio del periodo 2026-27.
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che la somma devoluta alle casse del Paese rafforzerà le sue capacità militari, la tutela della popolazione e delle infrastrutture strategiche, messe a repentaglio dalle divisioni russe, accusate di attuare deliberatamente una strategia del terrore.
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